Libro Dell'Esodo
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(1:1) Or questi sono i nomi dei figliuoli d'Israel che vennero in Mitzráim. Essi ci vennero con Iaqób, ciascuno con la sua famiglia:
(1:2) Reuben, Shimeón, Levi e Iehudah;
(1:3) Issacar, Zabulon e Benyamín;
(1:4) Dan e Neftali, Gad e Ascer.
(1:5) Tutte le persone discendenti da Iaqób ammontavano a settanta. Ioséf era già in Mitzráim.
(1:6) E Ioséf morì, come moriron pure tutti i suoi fratelli e tutta quella generazione.
(1:7) E i figliuoli d'Israel furon fecondi, moltiplicarono copiosamente, diventarono numerosi e si fecero oltremodo potenti, e il paese ne fu ripieno.
(1:8) Or sorse sopra l'Mitzráim un nuovo re, che non avea conosciuto Ioséf.
(1:9) Egli disse al suo popolo: 'Ecco, il popolo de' figliuoli d'Israel è più numeroso e più potente di noi.
(1:10) Orsù, usiamo prudenza con essi; che non abbiano a moltiplicare e, in caso di guerra, non abbiano a unirsi ai nostri nemici e combattere contro di noi e poi andarsene dal paese'.
(1:11) Stabilirono dunque sopra Israel de' soprastanti ai lavori, che l'opprimessero con le loro angherie. Ed esso edificò a Faraone le città di approvvigionamento, Pithom e Raamses.
(1:12) Ma più l'opprimevano, e più il popolo moltiplicava e s'estendeva; e gli Mitzrím presero in avversione i figliuoli d'Israel,
(1:13) e fecero servire i figliuoli d'Israel con asprezza,
(1:14) e amareggiaron loro la vita con una dura servitù, adoprandoli nei lavori d'argilla e di mattoni, e in ogni sorta di lavori nei campi. E imponevano loro tutti questi lavori, con asprezza.
(1:15) Il re di Mitzráim parlò anche alle levatrici degli Ivrím, delle quali l'una si chiamava Scifra e l'altra Pua. E disse:
(1:16) 'Quando assisterete le donne ebree al tempo del parto, e le vedrete sulla seggiola, se è un maschio, uccidetelo; ma se è una femmina, lasciatela vivere'.
(1:17) Ma le levatrici temettero Elohim, e non fecero quello che il re di Mitzráim aveva ordinato loro; lasciarono vivere i maschi.
(1:18) Allora il re di Mitzráim chiamò le levatrici, e disse loro: 'Perché avete fatto questo, e avete lasciato vivere i maschi?'
(1:19) E le levatrici risposero a Faraone: 'Egli è che le donne ebree non sono come le egiziane; sono vigorose, e, prima che la levatrice arrivi da loro, hanno partorito'.
(1:20) E Elohim fece del bene a quelle levatrici; e il popolo moltiplicò e divenne oltremodo potente.
(1:21) E perché quelle levatrici temettero Elohim, egli fece prosperare le loro case.
(1:22) Allora Faraone diede quest'ordine al suo popolo: 'Ogni maschio che nasce, gettatelo nel fiume; ma lasciate vivere tutte le femmine'.
(2:1) Or un uomo della casa di Levi andò e prese per moglie una figliuola di Levi.
(2:2) Questa donna concepì, e partorì un figliuolo; e vedendo com'egli era bello, lo tenne nascosto tre mesi.
(2:3) E quando non poté più tenerlo nascosto, prese un canestro fatto di giunchi, lo spalmò di bitume e di pece, vi pose dentro il bambino, e lo mise nel canneto sulla riva del fiume.
(2:4) E la sorella del bambino se ne stava a una certa distanza, per sapere quel che gli succederebbe.
(2:5) Or la figliuola di Faraone scese a fare le sue abluzioni sulla riva del fiume; e le sue donzelle passeggiavano lungo il fiume. Ella vide il canestro nel canneto, e mandò la sua cameriera a prenderlo.
(2:6) L'aprì, e vide il bimbo; ed ecco, il piccino piangeva; ed ella n'ebbe compassione, e disse: 'Questo è uno de' figliuoli degli Ivrím'.
(2:7) Allora la sorella del bambino disse alla figliuola di Faraone: 'Devo andare a chiamarti una balia tra le donne ebree che t'allatti questo bimbo?'
(2:8) La figliuola di Faraone le rispose: 'Va''. E la fanciulla andò a chiamare la madre del bambino.
(2:9) E la figliuola di Faraone le disse: 'Porta via questo bambino, allattamelo, e io ti darò il tuo salario'. E quella donna prese il bambino e l'allattò.
(2:10) E quando il bambino fu cresciuto, ella lo menò dalla figliuola di Faraone: esso fu per lei come un figliuolo, ed ella gli pose nome Moscè; 'Perché, disse, io l'ho tratto dall'acqua'.
(2:11) Or in que' giorni, quando Moscè era già diventato grande, avvenne ch'egli uscì a trovare i suoi fratelli, e notò i lavori di cui erano gravati; e vide un Egiziano, che percoteva uno degli Ivrím suoi fratelli.
(2:12) Egli volse lo sguardo di qua e di là; e, visto che non c'era nessuno, uccise l'Egiziano, e lo nascose nella sabbia.
(2:13) Il giorno seguente uscì, ed ecco due Ivrím che si litigavano; ed egli disse a quello che avea torto: 'Perché percuoti il tuo compagno?'
(2:14) E quegli rispose: 'Chi t'ha costituito principe e giudice sopra di noi? Vuoi tu uccider me come uccidesti l'Egiziano?' Allora Moscè ebbe paura, e disse: 'Certo, la cosa è nota'.
(2:15) E quando Faraone udì il fatto, cercò di uccidere Moscè; ma Moscè fuggì dal cospetto di Faraone, e si fermò nel paese di Madian; e si mise a sedere presso ad un pozzo.
(2:16) Or il sacerdote di Madian aveva sette figliuole; ed esse vennero ad attinger acqua, e a riempire gli abbeveratoi per abbeverare il gregge del padre loro.
(2:17) Ma sopraggiunsero i pastori, che le scacciarono. Allora Moscè si levò, prese la loro difesa, e abbeverò il loro gregge.
(2:18) E com'esse giunsero da Reuel loro padre, questi disse: 'Come mai siete tornate così presto oggi?'
(2:19) Ed esse risposero: 'Un Egiziano ci ha liberate dalle mani de' pastori, e di più ci ha attinto l'acqua, ed ha abbeverato il gregge'.
(2:20) Ed egli disse alle sue figliuole: 'E dov'è? Chiamatelo, che prenda qualche cibo'.
(2:21) E Moscè acconsentì a stare da quell'uomo; ed egli diede a Moscè Sefora, sua figliuola.
(2:22) Ed ella partorì un figliuolo ch'egli chiamò Ghershom; 'perché, disse, io soggiorno in terra straniera'.
(2:23) Or nel corso di quel tempo, che fu lungo, avvenne che il re di Mitzráim morì; e i figliuoli d'Israel sospiravano a motivo della schiavitù, e alzavan delle grida; e le grida che il servaggio strappava loro salirono a Elohim.
(2:24) E Elohim udì i loro gemiti; e Elohim si ricordò del suo patto con Abraham, con Itzac e con Iaqób.
(2:25) E Elohim vide i figliuoli d'Israel, e Elohim ebbe riguardo alla loro condizione.
(3:1) Or Moscè pasceva il gregge di Jethro suo suocero, sacerdote di Madian; e guidando il gregge dietro al deserto, giunse alla montagna di Elohim, a Horeb.
(3:2) E l'angelo de
gli
apparve in una fiamma di fuoco, di mezzo a un pruno. Moscè guardò,
ed ecco il pruno era tutto in fiamme, ma non si consumava.
(3:3) E Moscè disse: 'Ora voglio andar da quella parte a vedere questa grande visione e come mai il pruno non si consuma!'
(3:4) E
vide ch'egli s'era
scostato per andare a vedere. E Elohim lo chiamò di mezzo al pruno,
e disse: 'Moscè! Moscè!' Ed egli rispose: 'Eccomi'.
(3:5) E Elohim disse: 'Non t'avvicinar qua; togliti i calzari dai piedi, perché il luogo sul quale stai, è suolo sacro'.
(3:6) Poi aggiunse: 'Io sono l'Elohim di tuo padre, l'Elohim d'Abraham, l'Elohim d'Itzac e l'Elohim di Iaqób'. E Moscè si nascose la faccia, perché avea paura di guardare Elohim.
(3:7) E
disse: 'Ho veduto, ho
veduto l'afflizione del mio popolo che è in Mitzráim, e ho udito il
grido che gli strappano i suoi angariatori; perché conosco i suoi
affanni;
(3:8) e sono sceso per liberarlo dalla mano degli Mitzrím, e per farlo salire da quel paese in un paese buono e spazioso, in un paese ove scorre il latte e il miele, nel luogo dove sono i Cananím, gli Hittím, gli Amorím, i Ferezím, gli Hivvei e i Gebusím.
(3:9) Ed ora, ecco, le grida de' figliuoli d'Israel son giunte a me, ed ho anche veduto l'oppressione che gli Mitzrím fanno loro soffrire.
(3:10) Or dunque vieni, e io ti manderò a Faraone perché tu faccia uscire il mio popolo, i figliuoli d'Israel, dal Mitzráim'.
(3:11) E Moscè disse a Elohim: 'Chi son io per andare da Faraone e per trarre i figliuoli d'Israel dal Mitzráim?'
(3:12) E Elohim disse: 'Va', perché io sarò teco; e questo sarà per te il segno che son io che t'ho mandato: quando avrai tratto il popolo dal Mitzráim, voi servirete Elohim su questo monte'.
(3:13) E Moscè disse a Elohim: 'Ecco, quando sarò andato dai figliuoli d'Israel e avrò detto loro: L'Elohim de' vostri padri m'ha mandato da voi, se essi mi dicono: Qual è il suo nome? che risponderò loro?'
(3:14) Elohim disse a Moscè: 'Io sono quegli che sono'. Poi disse: 'Dirai così ai figliuoli d'Israel: L'Io sono m'ha mandato da voi'.
(3:15) Elohim disse ancora a Moscè:
'Dirai così ai figliuoli d'Israel:
, l'Elohim de' vostri padri,
l'Elohim d'Abraham, l'Elohim d'Itzac e l'Elohim di Iaqób mi ha
mandato da voi. Tale è il mio nome in perpetuo, tale la mia
designazione per tutte le generazioni.
(3:16) Va' e raduna gli anziani
d'Israel, e di' loro:
, l'Elohim de' vostri padri, l'Elohim
d'Abraham, d'Itzac e di Iaqób m'è apparso, dicendo: Certo, io vi ho
visitati, e ho veduto quello che vi si fa in Mitzráim;
(3:17) e ho detto: Io vi trarrò dall'afflizione di Mitzráim, e vi farò salire nel paese dei Cananím, degli Hittím, degli Amorím, de' Ferezím, degli Hivvei e de' Gebusím, in un paese ove scorre il latte e il miele.
(3:18) Ed essi ubbidiranno alla tua
voce; e tu, con gli anziani d'Israel, andrai dal re di Mitzráim, e
gli direte:
, l'Elohim degli Ivrím, ci è venuto incontro; or
dunque, lasciaci andare tre giornate di cammino nel deserto per
offrir sacrifizi a
, all'Elohim nostro.
(3:19) Or io so che il re di Mitzráim non vi concederà d'andare, se non forzato da una potente mano.
(3:20) E io stenderò la mia mano e percoterò l'Mitzráim con tutti i miracoli che io farò in mezzo ad esso; e, dopo questo, vi lascerà andare.
(3:21) E farò sì che questo popolo trovi favore presso gli Mitzrím; e avverrà che, quando ve ne andrete, non ve ne andrete a mani vuote;
(3:22) ma ogni donna domanderà alla sua vicina e alla sua casigliana degli oggetti d'argento, degli oggetti d'oro e dei vestiti; voi li metterete addosso ai vostri figliuoli e alle vostre figliuole, e così spoglierete gli Mitzrím'.
(4:1) Moscè
rispose e disse: 'Ma ecco, essi non mi crederanno e non ubbidiranno
alla mia voce, perché diranno:
non t'è apparso'.
(4:2) E
gli disse: 'Che è
quello che hai in mano?' Egli rispose: 'Un bastone'.
(4:3) E
disse: 'Gettalo in
terra'. Egli lo gettò in terra, ed esso diventò un serpente; e Moscè
fuggì d'innanzi a quello.
(4:4) Allora
disse a Moscè:
'Stendi la tua mano, e prendilo per la coda'. Egli stese la mano, e
lo prese, ed esso ritornò un bastone nella sua mano.
(4:5) 'Questo farai, disse
,
affinché credano che
, l'Elohim dei loro padri, l'Elohim
d'Abraham, l'Elohim d'Itzac e l'Elohim di Iaqób t'è apparso'.
(4:6)
gli disse ancora:
'Mettiti la mano in seno'. Ed egli si mise la mano in seno; poi,
cavatala fuori, ecco che la mano era lebbrosa, bianca come neve.
(4:7) E
gli disse: 'Rimettiti
la mano in seno'. Egli si rimise la mano in seno; poi, cavatasela di
seno, ecco ch'era ritornata come l'altra sua carne.
(4:8) 'Or avverrà, disse
, che,
se non ti crederanno e non daranno ascolto alla voce del primo
segno, crederanno alla voce del secondo segno;
(4:9) e se avverrà che non credano neppure a questi due segni e non ubbidiscano alla tua voce, tu prenderai dell'acqua del fiume, e la verserai sull'asciutto; e l'acqua che avrai presa dal fiume, diventerà sangue sull'asciutto'.
(4:10) E Moscè disse a
:
'Ahimè, Signore, io non sono un parlatore; non lo ero in passato, e
non lo sono da quando tu hai parlato al tuo servo; giacché io sono
tardo di parola e di lingua'.
(4:11) E
gli disse: 'Chi ha
fatto la bocca dell'uomo? o chi rende muto o sordo o veggente o
cieco? non son io,
?
(4:12) Or dunque va', e io sarò con la tua bocca, e t'insegnerò quello che dovrai dire'.
(4:13) E Moscè disse: 'Deh! Signore, manda il tuo messaggio per mezzo di chi vorrai!'
(4:14) Allora l'ira de
s'accese contro Moscè, ed egli disse: 'Non c'è Aharón tuo fratello,
il Levita? Io so che parla bene. E per l'appunto, ecco ch'egli esce
ad incontrarti; e, come ti vedrà, si rallegrerà in cuor suo.
(4:15) Tu gli parlerai, e gli metterai le parole in bocca; io sarò con la tua bocca e con la bocca sua, e v'insegnerò quello che dovrete fare.
(4:16) Egli parlerà per te al popolo; e così ti servirà di bocca, e tu sarai per lui come Elohim.
(4:17) Or prendi in mano questo bastone col quale farai i prodigi'.
(4:18) Allora Moscè se ne andò, tornò da Jethro suo suocero, e gli disse: 'Deh, lascia ch'io me ne vada e torni dai miei fratelli che sono in Mitzráim, e vegga se sono ancor vivi'. E Jethro disse a Moscè: 'Va' in pace'.
(4:19) Or
disse a Moscè in
Madian: 'Va', tornatene in Mitzráim, perché tutti quelli che
cercavano di toglierti la vita sono morti'.
(4:20) Moscè dunque prese la sua moglie e i suoi figliuoli, li pose su degli asini, e tornò nel paese di Mitzráim; e Moscè prese nella sua mano il bastone di Elohim.
(4:21) E
disse a Moscè:
'Quando sarai tornato in Mitzráim, avrai cura di fare dinanzi a
Faraone tutti i prodigi che t'ho dato potere di compiere; ma io
gl'indurerò il cuore, ed egli non lascerà partire il popolo.
(4:22) E tu dirai a Faraone: Così
dice
: Israel è il mio figliuolo, il mio primogenito;
(4:23) e io ti dico: Lascia andare il mio figliuolo, affinché mi serva; e se tu ricusi di lasciarlo andare, ecco, io ucciderò il tuo figliuolo, il tuo primogenito'.
(4:24) Or avvenne che, essendo
Moscè in viaggio, nel luogo dov'egli albergava,
gli si fece
incontro, e cercò di farlo morire.
(4:25) Allora Sefora prese una selce tagliente, recise il prepuzio del suo figliuolo, e lo gettò ai piedi di Moscè, dicendo: 'Sposo di sangue tu mi sei!'
(4:26) E
lo lasciò. Allora
ella disse: 'Sposo di sangue, per via della circoncisione'.
(4:27)
disse ad Aharón: 'Va'
nel deserto incontro a Moscè'. Ed egli andò, lo incontrò al monte di
Elohim, e lo baciò.
(4:28) E Moscè riferì ad Aharón
tutte le parole che
l'aveva incaricato di dire, e tutti i segni
portentosi che gli aveva ordinato di fare.
(4:29) Moscè ed Aharón dunque andarono, e radunarono tutti gli anziani dei figliuoli d'Israel.
(4:30) E Aharón riferì tutte le
parole che
avea dette a Moscè, e fece i prodigi in presenza del
popolo.
(4:31) Ed il popolo prestò loro
fede. Essi intesero che
aveva visitato i figliuoli d'Israel e
aveva veduto la loro afflizione, e si inchinarono e adorarono.
(5:1) Dopo
questo, Moscè ed Aharón vennero a Faraone, e gli dissero: 'Così dice
, l'Elohim d'Israel: Lascia andare il mio popolo, perché mi
celebri una festa nel deserto'.
(5:2) Ma Faraone rispose: 'Chi è
ch'io debba ubbidire alla sua voce e lasciar andare Israel? Io
non conosco
, e non lascerò affatto andare Israel'.
(5:3) Ed essi dissero: 'L'Elohim
degli Ivrím si è presentato a noi; lasciaci andare tre giornate di
cammino nel deserto per offrir sacrifizi a
, ch'è il nostro
Elohim, onde ei non abbia a colpirci con la peste o con la spada'.
(5:4) E il re di Mitzráim disse loro: 'O Moscè e Aharón, perché distraete il popolo dai suoi lavori? Andate a fare quello che vi è imposto!'
(5:5) E Faraone disse: 'Ecco, il popolo è ora numeroso nel paese, e voi gli fate interrompere i lavori che gli sono imposti'.
(5:6) E quello stesso giorno Faraone dette quest'ordine agli ispettori del popolo e ai suoi sorveglianti:
(5:7) 'Voi non darete più, come prima, la paglia al popolo per fare i mattoni; vadano essi a raccogliersi della paglia!
(5:8) E imponete loro la stessa quantità di mattoni di prima, senza diminuzione alcuna; perché son de' pigri; e però gridano dicendo: Andiamo a offrir sacrifizi al nostro Elohim!
(5:9) Sia questa gente caricata di lavoro; e si occupi di quello senza badare a parole di menzogna'.
(5:10) Allora gl'ispettori del popolo e i sorveglianti uscirono e dissero al popolo: 'Così dice Faraone: Io non vi darò più paglia.
(5:11) Andate voi a procurarvi della paglia dove ne potrete trovare, perché il vostro lavoro non sarà diminuito per nulla'.
(5:12) Così il popolo si sparse per tutto il paese di Mitzráim, per raccogliere della stoppia invece di paglia.
(5:13) E gli ispettori li sollecitavano dicendo: 'Compite i vostri lavori giorno per giorno, come quando c'era la paglia!'
(5:14) E i sorveglianti de' figliuoli d'Israel stabiliti sopra loro dagli ispettori di Faraone, furon battuti; e fu loro detto: 'Perché non avete fornito, ieri e oggi come prima, la quantità di mattoni che v'è imposta?'
(5:15) Allora i sorveglianti dei figliuoli d'Israel vennero a lagnarsi da Faraone, dicendo: 'Perché tratti così i tuoi servitori?
(5:16) Non si dà più paglia ai tuoi servitori, e ci si dice: Fate de' mattoni! ed ecco che i tuoi servitori sono battuti, e il tuo popolo è considerato come colpevole!'
(5:17) Ed egli rispose: 'Siete dei
pigri! siete dei pigri! Per questo dite: Andiamo a offrir sacrifizi
a
.
(5:18) Or dunque andate a lavorare! non vi si darà più paglia e fornirete la quantità di mattoni prescritta'.
(5:19) I sorveglianti de' figliuoli d'Israel si videro ridotti a mal partito, perché si diceva loro: 'Non diminuite per nulla il numero de' mattoni impostovi giorno per giorno'.
(5:20) E, uscendo da Faraone, incontrarono Moscè e Aharón, che stavano ad aspettarli,
(5:21) e dissero loro: '
volga
il suo sguardo su voi, e giudichi! poiché ci avete messi in cattivo
odore dinanzi a Faraone e dinanzi ai suoi servitori, e avete loro
messa la spada in mano perché ci uccida'.
(5:22) Allora Moscè tornò
, e
disse: 'Signore, perché hai fatto del male a questo popolo? Perché
dunque mi hai mandato?
(5:23) Poiché, da quando sono andato da Faraone per parlargli in tuo nome, egli ha maltrattato questo popolo, e tu non hai affatto liberato il tuo popolo'.
(6:1)
disse a Moscè: 'Ora vedrai quello che farò a Faraone; perché,
forzato da una mano potente, li lascerà andare; anzi, forzato da una
mano potente, li caccerà dal suo paese'.
(6:2) E Elohim parlò a Moscè, e gli disse:
(6:3) 'Io sono
, e apparii ad
Abraham, ad Itzac e a Iaqób, come l'Elohim onnipotente; ma non fui
conosciuto da loro sotto il mio nome di
.
(6:4) Stabilii pure con loro il mio patto, promettendo di dar loro il paese di Canaan, il paese dei loro pellegrinaggi, nel quale soggiornavano.
(6:5) Ed ho anche udito i gemiti de' figliuoli d'Israel che gli Mitzrím tengono in schiavitù, e mi son ricordato del mio patto.
(6:6) Perciò di' ai figliuoli
d'Israel: Io sono
, vi sottrarrò ai duri lavori di cui vi
gravano gli Mitzrím, vi emanciperò dalla loro schiavitù, e vi
redimerò con braccio steso e con grandi giudizi.
(6:7) E vi prenderò per mio popolo,
e sarò vostro Elohim; e voi conoscerete che io sono
, il vostro
Elohim, che vi sottrae ai duri lavori impostivi dagli Mitzrím.
(6:8) E v'introdurrò nel paese, che
giurai di dare ad Abraham, a Itzac e a Iaqób; e ve lo darò come
possesso ereditario: io sono
'.
(6:9) E Moscè parlò a quel modo ai figliuoli d'Israel; ma essi non dettero ascolto a Moscè, a motivo dell'angoscia dello spirito loro e della loro dura schiavitù.
(6:10) E
parlò a Moscè,
dicendo:
(6:11) 'Va', parla a Faraone re di Mitzráim, ond'egli lasci uscire i figliuoli d'Israel dal suo paese'.
(6:12) Ma Moscè parlò nel cospetto
de
, e disse: 'Ecco, i figliuoli d'Israel non mi hanno dato
ascolto; come dunque darebbe Faraone ascolto a me che sono
incirconciso di labbra?'
(6:13) E
parlò a Moscè e ad
Aharón, e comandò loro d'andare dai figliuoli d'Israel e da Faraone
re di Mitzráim, per trarre i figliuoli d'Israel dal paese di
Mitzráim.
(6:14) Questi sono i capi delle loro famiglie. Figliuoli di Reuben, primogenito d'Israel: Henoc e Pallu, Hetsron e Carmi. Questi sono i rami dei Rubeniti. -
(6:15) Figliuoli di Shimeón: Jemuel, Jamin, Ohad, Jakin, Tsochar e Saul, figliuolo della Cananea. Questi sono i rami dei Simeoniti. -
(6:16) Questi sono i nomi dei figliuoli di Levi, secondo le loro generazioni: Gherson, Kehath e Merari. E gli anni della vita di Levi furono centotrentasette. -
(6:17) Figliuoli di Gherson: Libni e Scimei, con le loro diverse famiglie. -
(6:18) Figliuoli di Kehath: Amram, Jitshar, Hebron e Uziel. E gli anni della vita di Kehath furono centotrentatre. -
(6:19) Figliuoli di Merari: Mahli e Musci. Questi sono i rami dei Levím, secondo le loro generazioni.
(6:20) Or Amram prese per moglie Iokebed, sua zia; ed ella gli partorì Aharón e Moscè. E gli anni della vita di Amram furono centotrentasette. -
(6:21) Figliuoli di Jitshar: Kore, Nefeg e Zicri. -
(6:22) Figliuoli di Uziel: Mishael, Eltsafan e Sitri. -
(6:23) Aharón prese per moglie Elisceba, figliuola di Amminadab, sorella di Nahashon; ed ella gli partorì Nadab, Abihu, Eleazar e Ithamar. -
(6:24) Figliuoli di Kore: Assir, Elkana e Abiasaf. Questi sono i rami dei Koriti. -
(6:25) Eleazar, figliuolo d'Aharón, prese per moglie una delle figliuole di Putiel; ed ella gli partorì Fineas. Questi sono i capi delle famiglie dei Levím nei loro diversi rami.
(6:26) E questo è quell'Aharón e
quel Moscè ai quali
disse: 'Fate uscire i figliuoli d'Israel
dal paese di Mitzráim, spartiti nelle loro schiere'.
(6:27) Essi son quelli che parlarono a Faraone re di Mitzráim, per trarre i figliuoli d'Israel dal Mitzráim: sono quel Moscè e quell'Aharón.
(6:28) Or avvenne, allorché
parlò a Moscè nel paese di Mitzráim,
(6:29) che
disse a Moscè: 'Io
sono
: di' a Faraone, re di Mitzráim, tutto quello che dico a
te'.
(6:30) E Moscè rispose, nel
cospetto de
: 'Ecco, io sono incirconciso di labbra; come dunque
Faraone mi porgerà egli ascolto?'
(7:1)
disse a Moscè: 'Vedi, io ti ho stabilito come Elohim per Faraone, e
Aharón tuo fratello sarà il tuo profeta.
(7:2) Tu dirai tutto quello che t'ordinerò, e Aharón tuo fratello parlerà a Faraone, perché lasci partire i figliuoli d'Israel dal suo paese.
(7:3) E io indurerò il cuore di Faraone, e moltiplicherò i miei segni e i miei prodigi nel paese di Mitzráim.
(7:4) E Faraone non vi darà ascolto; e io metterò la mia mano sull'Mitzráim, e farò uscire dal paese di Mitzráim le mie schiere, il mio popolo, i figliuoli d'Israel, mediante grandi giudizi.
(7:5) E gli Mitzrím conosceranno
che io sono
, quando avrò steso la mia mano sull'Mitzráim e avrò
tratto di mezzo a loro i figliuoli d'Israel'.
(7:6) E Moscè e Aharón fecero così;
fecero come
avea loro ordinato.
(7:7) Or Moscè aveva ottant'anni e Aharón ottantatre, quando parlarono a Faraone.
(7:8)
parlò a Moscè e ad
Aharón, dicendo:
(7:9) 'Quando Faraone vi parlerà e vi dirà: Fate un prodigio! tu dirai ad Aharón: Prendi il tuo bastone, gettalo davanti a Faraone, e diventerà un serpente'.
(7:10) Moscè ed Aharón andaron
dunque da Faraone, e fecero come
aveva ordinato. Aharón gettò
il suo bastone davanti a Faraone e davanti ai suoi servitori, e
quello diventò un serpente.
(7:11) Faraone a sua volta chiamò i savi e gl'incantatori; e i magi di Mitzráim fecero anch'essi lo stesso, con le loro arti occulte.
(7:12) Ognun d'essi gettò il suo bastone, e i bastoni diventaron serpenti; ma il bastone d'Aharón inghiottì i bastoni di quelli.
(7:13) E il cuore di Faraone
s'indurò, ed egli non diè ascolto a Moscè e ad Aharón, come
avea detto.
(7:14)
disse a Moscè: 'Il cuor
di Faraone è ostinato;
(7:15) egli rifiuta di lasciar andare il popolo. Va' da Faraone domani mattina; ecco, egli uscirà per andare verso l'acqua; tu sta' ad aspettarlo sulla riva del fiume, e prendi in mano il bastone ch'è stato mutato in serpente.
(7:16) E digli:
, l'Elohim
degli Ivrím, m'ha mandato da te per dirti: Lascia andare il mio
popolo, perché mi serva nel deserto; ed ecco, fino ad ora, tu non
hai ubbidito.
(7:17) Così dice
: Da questo
conoscerai che io sono
; ecco, io percoterò col bastone che ho
in mia mano le acque che son nel fiume, ed esse saran mutate in
sangue.
(7:18) E il pesce ch'è nel fiume morrà, e il fiume sarà ammorbato, e gli Mitzrím avranno ripugnanza a bere l'acqua del fiume'.
(7:19) E
disse a Moscè: 'Di'
ad Aharón: Prendi il tuo bastone, e stendi la tua mano sulle acque
dell'Mitzráim, sui loro fiumi, sui loro rivi, sui loro stagni e
sopra ogni raccolta d'acqua; essi diventeranno sangue, e vi sarà
sangue per tutto il paese di Mitzráim, perfino ne' recipienti di
legno e ne' recipienti di pietra'.
(7:20) Moscè ed Aharón fecero come
aveva ordinato. Aharón alzò il bastone, e in presenza di
Faraone e in presenza dei suoi servitori percosse le acque ch'erano
nel fiume; e tutte le acque ch'erano nel fiume furon cangiate in
sangue.
(7:21) E il pesce ch'era nel fiume morì; e il fiume fu ammorbato, sì che gli Mitzrím non potevan bere l'acqua del fiume; e vi fu sangue per tutto il paese di Mitzráim.
(7:22) E i magi di Mitzráim fecero
lo stesso con le loro arti occulte; e il cuore di Faraone s'indurò
ed egli non diè ascolto a Moscè e ad Aharón, come
avea detto.
(7:23) E Faraone, volte ad essi le spalle, se ne andò a casa sua, e neanche di questo fece alcun caso.
(7:24) E tutti gli Mitzrím fecero degli scavi ne' pressi del fiume per trovare dell'acqua da bere, perché non potevan bere l'acqua del fiume.
(7:25) E passaron sette interi
giorni, dopo che
ebbe percosso il fiume.
(8:1) Poi
disse a Moscè: 'Va' da Faraone, e digli: Così dice
: Lascia
andare il mio popolo perché mi serva.
(8:2) E se rifiuti di lasciarlo andare, ecco, io colpirò tutta l'estensione del tuo paese col flagello delle rane;
(8:3) e il fiume brulicherà di rane, che saliranno ed entreranno nella tua casa, nella camera ove dormi, sul tuo letto, nelle case de' tuoi servitori e fra il tuo popolo, ne' tuoi forni e nelle tue madie.
(8:4) E le rane assaliranno te, il tuo popolo e tutti i tuoi servitori'.
(8:5) E
disse a Moscè: 'Di' ad
Aharón: Stendi la tua mano col tuo bastone sui fiumi, sui rivi e
sugli stagni e fa salir le rane sul paese di Mitzráim'.
(8:6) E Aharón stese la sua mano sulle acque di Mitzráim, e le rane salirono e coprirono il paese di Mitzráim.
(8:7) E i magi fecero lo stesso con le loro arti occulte, e fecero salire le rane sul paese di Mitzráim.
(8:8) Allora Faraone chiamò Moscè
ed Aharón e disse loro: 'Pregate
che allontani le rane da me e
dal mio popolo, e io lascerò andare il popolo, perché offra
sacrifizi a
'.
(8:9) E Moscè disse a Faraone:
'Fammi l'onore di dirmi per quando io devo chiedere, nelle mie
supplicazioni per te, per i tuoi servitori e per il tuo popolo, che
distrugga le rane intorno a te e nelle tue case, e non ne
rimanga se non nel fiume'.
(8:10) Egli rispose: 'Per domani'.
E Moscè disse: 'Sarà fatto come tu dici, affinché tu sappia che non
v'è alcuno pari a
, ch'è il nostro Elohim.
(8:11) E le rane s'allontaneranno da te, dalle tue case, dai tuoi servitori e dal tuo popolo; non ne rimarrà che nel fiume'.
(8:12) Moscè ed Aharón uscirono da
Faraone; e Moscè implorò
relativamente alle rane che aveva
inflitte a Faraone.
(8:13) E
fece quello che Moscè
avea domandato, e le rane morirono nelle case, nei cortili e nei
campi.
(8:14) Le radunarono a mucchi e il paese ne fu ammorbato.
(8:15) Ma quando Faraone vide che
v'era un po' di respiro, si ostinò in cuor suo, e non diè ascolto a
Moscè e ad Aharón, come
avea detto.
(8:16) E
disse a Moscè: 'Di'
ad Aharón: Stendi il tuo bastone e percuoti la polvere della terra,
ed essa diventerà zanzare per tutto il paese di Mitzráim'.
(8:17) Ed essi fecero così. Aharón stese la mano col suo bastone, percosse la polvere della terra, e ne vennero delle zanzare sugli uomini e sugli animali; tutta la polvere della terra diventò zanzare per tutto il paese di Mitzráim.
(8:18) E i magi cercarono di far lo stesso coi loro incantesimi per produrre le zanzare, ma non poterono. Le zanzare furon dunque sugli uomini e sugli animali.
(8:19) Allora i magi dissero a
Faraone: 'Questo è il dito di Elohim'. Ma il cuore di Faraone
s'indurò ed egli non diè ascolto a Moscè e ad Aharón, come
avea
detto.
(8:20) Poi
disse a Moscè:
'Alzati di buon mattino, e presentati a Faraone. Ecco, egli uscirà
per andar verso l'acqua; e digli: Così dice
: Lascia andare il
mio popolo, perché mi serva.
(8:21) Se no, se non lasci andare il mio popolo, ecco io manderò su te, sui tuoi servitori, sul tuo popolo e nelle tue case, le mosche velenose; le case degli Mitzrím saran piene di mosche velenose e il suolo su cui stanno ne sarà coperto.
(8:22) Ma in quel giorno io farò
eccezione del paese di Goscen, dove abita il mio popolo; e quivi non
ci saranno mosche, affinché tu sappia che io,
, sono in mezzo al
paese.
(8:23) E io farò una distinzione fra il mio popolo e il tuo popolo. Domani avverrà questo miracolo'.
(8:24) E
fece così; e vennero
grandi sciami di mosche velenose in casa di Faraone e nelle case dei
suoi servitori; e in tutto il paese di Mitzráim la terra fu guasta
dalle mosche velenose.
(8:25) Faraone chiamò Moscè ed Aharón e disse: 'Andate, offrite sacrifizi al vostro Elohim nel paese'.
(8:26) Ma Moscè rispose: 'Non si
può far così; poiché offriremmo a
, ch'è l'Elohim nostro, dei
sacrifizi che sono un abominio per gli Mitzrím. Ecco, se offrissimo
sotto i loro occhi dei sacrifizi che sono un abominio per gli
Mitzrím, non ci lapiderebbero essi?
(8:27) Andremo tre giornate di
cammino nel deserto, e offriremo sacrifizi a
, ch'è il nostro
Elohim, com'egli ci ordinerà'.
(8:28) E Faraone disse: 'Io vi
lascerò andare, perché offriate sacrifizi a
, ch'è il vostro
Elohim, nel deserto; soltanto, non andate troppo lontano; pregate
per me'.
(8:29) E Moscè disse: 'Ecco, io
esco da te e pregherò
, e domani le mosche s'allontaneranno da
Faraone, dai suoi servitori e dal suo popolo; soltanto, Faraone non
si faccia più beffe, impedendo al popolo d'andare a offrir sacrifizi
a
'.
(8:30) E Moscè uscì dalla presenza
di Faraone, e pregò
.
(8:31) E
fece quel che Moscè
domandava, e allontanò le mosche velenose da Faraone, dai suoi
servitori e dal suo popolo; non ne restò neppur una.
(8:32) Ma anche questa volta Faraone si ostinò in cuor suo, e non lasciò andare il popolo.
(9:1) Allora
disse a Moscè: 'Va' da Faraone, e digli: Così dice
,
l'Elohim degli Ivrím: Lascia andare il mio popolo, perché mi serva;
(9:2) che se tu rifiuti di lasciarlo andare e lo trattieni ancora,
(9:3) ecco, la mano de
sarà
sul tuo bestiame ch'è nei campi, sui cavalli, sugli asini, sui
cammelli, sui buoi e sulle pecore; ci sarà una tremenda mortalità.
(9:4) E
farà distinzione fra
il bestiame d'Israel ed il bestiame di Mitzráim; e nulla morrà di
tutto quello che appartiene ai figliuoli d'Israel'.
(9:5) E
fissò un termine,
dicendo: 'Domani,
farà questo nel paese'.
(9:6) E l'indomani
lo fece, e
tutto il bestiame di Mitzráim morì; ma del bestiame dei figliuoli
d'Israel neppure un capo morì.
(9:7) Faraone mandò a vedere, ed ecco che neppure un capo del bestiame degl'Israeliti era morto. Ma il cuore di Faraone fu ostinato, ed ei non lasciò andare il popolo.
(9:8) E
disse a Moscè e ad
Aharón: 'Prendete delle manate di cenere di fornace, e la sparga
Moscè verso il cielo, sotto gli occhi di Faraone.
(9:9) Essa diventerà una polvere che coprirà tutto il paese di Mitzráim, e produrrà delle ulceri germoglianti pustole sulle persone e sugli animali, per tutto il paese di Mitzráim'.
(9:10) Ed essi presero della cenere di fornace, e si presentarono a Faraone; Moscè la sparse verso il cielo, ed essa produsse delle ulceri germoglianti pustole sulle persone e sugli animali.
(9:11) E i magi non poteron stare dinanzi a Moscè, a motivo delle ulceri, perché le ulceri erano addosso ai magi come addosso a tutti gli Mitzrím.
(9:12) E
indurò il cuor di
Faraone, ed egli non diè ascolto a Moscè e ad Aharón come
avea
detto a Moscè.
(9:13) Poi
disse a Moscè:
'Levati di buon mattino, presentati a Faraone, e digli: Così dice
, l'Elohim degli Ivrím: Lascia andare il mio popolo, perché mi
serva;
(9:14) poiché questa volta manderò tutte le mie piaghe sul tuo cuore, sui tuoi servitori e sul tuo popolo, affinché tu conosca che non c'è nessuno simile a me su tutta la terra.
(9:15) Che se ora io avessi steso la mia mano e avessi percosso di peste te e il tuo popolo, tu saresti stato sterminato di sulla terra.
(9:16) Ma no; io t'ho lasciato sussistere per questo: per mostrarti la mia potenza, e perché il mio nome sia divulgato per tutta la terra.
(9:17) E ti opponi ancora al mio popolo per non lasciarlo andare?
(9:18) Ecco, domani, verso quest'ora, io farò cadere una grandine così forte, che non ce ne fu mai di simile in Mitzráim, da che fu fondato, fino al dì d'oggi.
(9:19) Or dunque manda a far mettere al sicuro il tuo bestiame e tutto quello che hai per i campi. La grandine cadrà su tutta la gente e su tutti gli animali che si troveranno per i campi e non saranno stati raccolti in casa, e morranno'.
(9:20) Fra i servitori di Faraone,
quelli che temettero la parola de
fecero rifugiare nelle case i
loro servitori e il loro bestiame;
(9:21) ma quelli che non fecero
conto della parola de
, lasciarono i loro servitori e il loro
bestiame per i campi.
(9:22) E
disse a Moscè:
'Stendi la tua mano verso il cielo, e cada grandine in tutto il
paese di Mitzráim, sulla gente, sugli animali e sopra ogni erba dei
campi, nel paese di Mitzráim'.
(9:23) E Moscè stese il suo bastone
verso il cielo; e
mandò tuoni e grandine, e del fuoco s'avventò
sulla terra; e
fece piovere grandine sul paese di Mitzráim.
(9:24) Così ci fu grandine e fuoco guizzante del continuo tra la grandine; e la grandine fu così forte, come non ce n'era stata di simile in tutto il paese di Mitzráim, da che era diventato nazione.
(9:25) E la grandine percosse, in tutto il paese di Mitzráim, tutto quello ch'era per i campi: uomini e bestie; e la grandine percosse ogni erba de' campi e fracassò ogni albero della campagna.
(9:26) Solamente nel paese di Goscen, dov'erano i figliuoli d'Israel, non cadde grandine.
(9:27) Allora Faraone mandò a
chiamare Moscè ed Aharón, e disse loro: 'Questa volta io ho peccato;
è giusto, mentre io e il mio popolo siamo colpevoli.
(9:28) Pregate
perché cessino
questi grandi tuoni e la grandine: e io vi lascerò andare, e non
sarete più trattenuti'.
(9:29) E Moscè gli disse: 'Come
sarò uscito dalla città, protenderò le mani a
; i tuoni
cesseranno e non ci sarà più grandine, affinché tu sappia che la
terra è de
.
(9:30) Ma quanto a te e ai tuoi
servitori, io so che non avrete ancora timore de
Elohim'.
(9:31) Ora il lino e l'orzo erano stati percossi, perché l'orzo era in spiga e il lino in fiore;
(9:32) ma il grano e la spelda non furon percossi, perché sono serotini.
(9:33) Moscè dunque, lasciato
Faraone, uscì di città, protese le mani a
, e i tuoni e la
grandine cessarono, e non cadde più pioggia sulla terra.
(9:34) E quando Faraone vide che la pioggia, la grandine e i tuoni eran cessati, continuò a peccare, e si ostinò in cuor suo: lui e i suoi servitori.
(9:35) E il cuor di Faraone
s'indurò, ed egli non lasciò andare i figliuoli d'Israel, come
avea detto per bocca di Moscè.
(10:1) E
disse a Moscè: 'Va' da Faraone; poiché io ho reso ostinato il suo
cuore e il cuore dei suoi servitori, per fare in mezzo a loro i
segni che vedrai,
(10:2) e perché tu narri ai tuoi
figliuoli e ai figliuoli dei tuoi figliuoli quello che ho operato in
Mitzráim e i segni che ho fatto in mezzo a loro, onde sappiate che
io sono
'.
(10:3) Moscè ed Aharón andaron
dunque da Faraone, e gli dissero: 'Così dice
, l'Elohim degli
Ivrím: Fino a quando rifiuterai d'umiliarti dinanzi a me? Lascia
andare il mio popolo, perché mi serva.
(10:4) Se tu rifiuti di lasciar andare il mio popolo, ecco, domani farò venire delle locuste in tutta l'estensione del tuo paese.
(10:5) Esse copriranno la faccia della terra, sì che non si potrà vedere il suolo; ed esse divoreranno il resto ch'è scampato, ciò che v'è rimasto dalla grandine, e divoreranno ogni albero che vi cresce ne' campi.
(10:6) Ed empiranno le tue case, le case di tutti i tuoi servitori e le case di tutti gli Mitzrím, come né i tuoi padri né i padri de' tuoi padri videro mai, dal giorno che furono sulla terra, al dì d'oggi'. Detto questo, voltò le spalle, e uscì dalla presenza di Faraone.
(10:7) E i servitori di Faraone gli
dissero: 'Fino a quando quest'uomo ci sarà come un laccio? Lascia
andare questa gente, e che serva
, l'Elohim suo! Non sai tu che
l'Mitzráim è rovinato?'
(10:8) Allora Moscè ed Aharón furon
fatti tornare da Faraone; ed egli disse loro: 'Andate, servite
,
l'Elohim vostro; ma chi son quelli che andranno?' E Moscè disse:
(10:9) 'Noi andremo coi nostri
fanciulli e coi nostri vecchi, coi nostri figliuoli e con le nostre
figliuole; andremo coi nostri greggi e coi nostri armenti, perché
dobbiam celebrare una festa a
'.
(10:10) E Faraone disse loro: 'Così
sia
con voi, com'io lascerò andare voi e i vostri bambini!
Badate bene, perché avete delle cattive intenzioni!
(10:11) No, no; andate voi uomini,
e servite
; poiché questo è quel che cercate'. E Faraone li
cacciò dalla sua presenza.
(10:12) Allora
disse a Moscè:
'Stendi la tua mano sul paese di Mitzráim per farvi venire le
locuste; e salgano esse sul paese di Mitzráim e divorino tutta
l'erba del paese, tutto quello che la grandine ha lasciato'.
(10:13) E Moscè stese il suo
bastone sul paese di Mitzráim; e
fece levare un vento orientale
sul paese, tutto quel giorno e tutta la notte; e, come venne la
mattina, il vento orientale avea portato le locuste.
(10:14) E le locuste salirono su tutto il paese di Mitzráim, e si posarono su tutta l'estensione dell'Mitzráim; erano in sì grande quantità, che prima non ce n'eran mai state tante, né mai più tante ce ne saranno.
(10:15) Esse coprirono la faccia di tutto il paese, in guisa che il paese ne rimase oscurato; e divorarono tutta l'erba del paese e tutti i frutti degli alberi, che la grandine avea lasciato; e nulla restò di verde negli alberi, e nell'erba della campagna, per tutto il paese di Mitzráim.
(10:16) Allora Faraone chiamò in
fretta Moscè ed Aharón, e disse: 'Io ho peccato contro
,
l'Elohim vostro, e contro voi.
(10:17) Ma ora perdona, ti prego,
il mio peccato, questa volta soltanto; e supplicate
, l'Elohim
vostro, perché almeno allontani da me questo flagello mortale'.
(10:18) E Moscè uscì da Faraone, e
pregò
.
(10:19) E
fe' levare un vento
contrario, un gagliardissimo vento di ponente, che portò via le
locuste e le precipitò nel mar Rosso. Non ci rimase neppure una
locusta in tutta l'estensione dell'Mitzráim.
(10:20) Ma
indurò il cuor di
Faraone, ed egli non lasciò andare i figliuoli d'Israel.
(10:21) E
disse a Moscè:
'Stendi la tua mano verso il cielo, e sianvi tenebre nel paese di
Mitzráim: tali, che si possan palpare'.
(10:22) E Moscè stese la sua mano verso il cielo, e ci fu una fitta tenebrìa in tutto il paese di Mitzráim per tre giorni.
(10:23) Uno non vedeva l'altro, e nessuno si mosse di dove stava, per tre giorni; ma tutti i figliuoli d'Israel aveano della luce nelle loro dimore.
(10:24) Allora Faraone chiamò Moscè
e disse: 'Andate, servite
; rimangano soltanto i vostri greggi e
i vostri armenti; anche i vostri bambini potranno andare con voi'.
(10:25) E Moscè disse: 'Tu ci devi
anche concedere di prendere di che fare de' sacrifizi e degli
olocausti, perché possiamo offrire sacrifizi a
, ch'è l'Elohim
nostro.
(10:26) Anche il nostro bestiame
verrà con noi, senza che ne rimanga addietro neppure un'unghia;
poiché di esso dobbiam prendere per servire
Elohim nostro; e
noi non sapremo con che dovremo servire
, finché sarem giunti
colà'.
(10:27) Ma
indurò il cuore di
Faraone, ed egli non volle lasciarli andare.
(10:28) E Faraone disse a Moscè: 'Vattene via da me! Guardati bene dal comparire più alla mia presenza! poiché il giorno che comparirai alla mia presenza, tu morrai!'
(10:29) E Moscè rispose: 'Hai detto bene; io non comparirò più alla tua presenza'.
(11:1) E
disse a Moscè: 'Io farò venire ancora una piaga su Faraone e
sull'Mitzráim; poi egli vi lascerà partire di qui. Quando vi lascerà
partire, egli addirittura vi caccerà di qui.
(11:2) Or parla al popolo e digli che ciascuno domandi al suo vicino e ogni donna alla sua vicina degli oggetti d'argento e degli oggetti d'oro'.
(11:3) E
fece entrare il
popolo nelle buone grazie degli Mitzrím; anche Moscè era
personalmente in gran considerazione nel paese di Mitzráim, agli
occhi dei servitori di Faraone e agli occhi del popolo.
(11:4) E Moscè disse: 'Così dice
: Verso mezzanotte, io passerò in mezzo all'Mitzráim;
(11:5) e ogni primogenito nel paese di Mitzráim morrà: dal primogenito di Faraone che siede sul suo trono, al primogenito della serva che sta dietro la macina, e ad ogni primogenito del bestiame.
(11:6) E vi sarà per tutto il paese di Mitzráim un gran grido, quale non ci fu mai prima, né ci sarà di poi.
(11:7) Ma fra tutti i figliuoli
d'Israel, tanto fra gli uomini quanto fra gli animali, neppure un
cane moverà la lingua, affinché conosciate la distinzione che
fa tra gli Mitzrím e Israel.
(11:8) E tutti questi tuoi servitori scenderanno da me, e s'inchineranno davanti a me, dicendo: Parti, tu e tutto il popolo ch'è al tuo seguito! E, dopo questo, io partirò'. E Moscè uscì dalla presenza di Faraone, acceso d'ira.
(11:9) E
disse a Moscè:
'Faraone non vi darà ascolto, affinché i miei prodigi si
moltiplichino nel paese di Mitzráim'.
(11:10) E Moscè ed Aharón fecero
tutti questi prodigi dinanzi a Faraone; ma
indurò il cuore di
Faraone, ed egli non lasciò uscire i figliuoli d'Israel dal suo
paese.
(12:1)
parlò a Moscè e ad Aharón nel paese di Mitzráim, dicendo:
(12:2) 'Questo mese sarà per voi il primo dei mesi: sarà per voi il primo dei mesi dell'anno.
(12:3) Parlate a tutta la raunanza d'Israel, e dite: Il decimo giorno di questo mese, prenda ognuno un agnello per famiglia, un agnello per casa;
(12:4) e se la casa è troppo poco numerosa per un agnello, se ne prenda uno in comune col vicino di casa più prossimo, tenendo conto del numero delle persone; voi conterete ogni persona secondo quel che può mangiare dell'agnello.
(12:5) Il vostro agnello sia senza difetto, maschio, dell'anno; potrete prendere un agnello o un capretto.
(12:6) Lo serberete fino al quattordicesimo giorno di questo mese, e tutta la raunanza d'Israel, congregata, lo immolerà sull'imbrunire.
(12:7) E si prenda del sangue d'esso, e si metta sui due stipiti e sull'architrave della porta delle case dove lo si mangerà.
(12:8) E se ne mangi la carne in quella notte; si mangi arrostita al fuoco, con pane senza lievito e con dell'erbe amare.
(12:9) Non ne mangiate niente di poco cotto o di lessato nell'acqua, ma sia arrostito al fuoco, con la testa, le gambe e le interiora.
(12:10) E non ne lasciate nulla di resto fino alla mattina; e quel che ne sarà rimasto fino alla mattina, bruciatelo col fuoco.
(12:11) E mangiatelo in questa
maniera: coi vostri fianchi cinti, coi vostri calzari ai piedi e col
vostro bastone in mano; e mangiatelo in fretta: è il Pesách de
.
(12:12) Quella notte io passerò per
il paese di Mitzráim, e percoterò ogni primogenito nel paese di
Mitzráim, tanto degli uomini quanto degli animali, e farò giustizia
di tutti gli dèi di Mitzráim. Io sono
.
(12:13) E quel sangue vi servirà di segno sulle case dove sarete; e quand'io vedrò il sangue passerò oltre, e non vi sarà piaga su voi per distruggervi, quando percoterò il paese di Mitzráim.
(12:14) Quel giorno sarà per voi un
giorno di ricordanza, e lo celebrerete come una festa in onore de
; lo celebrerete d'età in età come una festa d'istituzione
perpetua.
(12:15) Per sette giorni mangerete pani azzimi. Fin dal primo giorno toglierete ogni lievito dalle vostre case; poiché, chiunque mangerà pane lievitato, dal primo giorno fino al settimo sarà reciso da Israel.
(12:16) E il primo giorno avrete una qadósh convocazione, e una qadósh convocazione il settimo giorno. Non si faccia alcun lavoro in que' giorni; si prepari soltanto quel ch'è necessario a ciascuno per mangiare, e non altro.
(12:17) Osservate dunque la festa degli azzimi; poiché in quel medesimo giorno io avrò tratto le vostre schiere dal paese di Mitzráim; osservate dunque quel giorno d'età in età, come una istituzione perpetua.
(12:18) Mangiate pani azzimi dalla sera del quattordicesimo giorno del mese, fino alla sera del ventunesimo giorno.
(12:19) Per sette giorni non si trovi lievito nelle vostre case; perché chiunque mangerà qualcosa di lievitato, quel tale sarà reciso dalla raunanza d'Israel: sia egli forestiero o nativo del paese.
(12:20) Non mangiate nulla di lievitato; in tutte le vostre dimore mangiate pani azzimi'.
(12:21) Moscè dunque chiamò tutti gli anziani d'Israel, e disse loro: 'Sceglietevi e prendetevi degli agnelli per le vostre famiglie, e immolate il Pesách.
(12:22) E prendete un mazzetto d'issopo, intingetelo nel sangue che sarà nel bacino, e spruzzate di quel sangue che sarà nel bacino, l'architrave e i due stipiti delle porte; e nessuno di voi varchi la porta di casa sua, fino al mattino.
(12:23) Poiché
passerà per
colpire gli Mitzrím; e quando vedrà il sangue sull'architrave e
sugli stipiti,
passerà oltre la porta, e non permetterà al
distruttore d'entrare nelle vostre case per colpirvi.
(12:24) Osservate dunque questo come una istituzione perpetua per voi e per i vostri figliuoli.
(12:25) E quando sarete entrati nel
paese che
vi darà, conforme ha promesso, osservate questo rito;
(12:26) e quando i vostri figliuoli vi diranno: Che significa per voi questo rito?
(12:27) risponderete: Questo è il
sacrifizio delil Pesách in onore de
, il quale passò oltre le
case dei figliuoli d'Israel in Mitzráim, quando colpì gli Mitzrím e
salvò le nostre case'.
(12:28) E il popolo s'inchinò e
adorò. E i figliuoli d'Israel andarono, e fecero così; fecero come
aveva ordinato a Moscè e ad Aharón.
(12:29) E avvenne che, alla
mezzanotte,
colpì tutti i primogeniti nel paese di Mitzráim,
dal primogenito di Faraone che sedeva sul trono al primogenito del
carcerato ch'era in prigione, e tutti i primogeniti del bestiame.
(12:30) E Faraone si alzò di notte: egli e tutti i suoi servitori e tutti gli Mitzrím; e vi fu un gran grido in Mitzráim, perché non c'era casa dove non fosse un morto.
(12:31) Ed egli chiamò Moscè ed
Aharón, di notte, e disse: 'Levatevi, partite di mezzo al mio
popolo, voi e i figliuoli d'Israel; e andate, servite
, come
avete detto.
(12:32) Prendete i vostri greggi e i vostri armenti, come avete detto; andatevene, e benedite anche me!'
(12:33) E gli Mitzrím facevano forza al popolo per affrettarne la partenza dal paese, perché dicevano: 'Noi siamo tutti morti'.
(12:34) Il popolo portò via la sua pasta prima che fosse lievitata; avvolse le sue madie ne' suoi vestiti e se le mise sulle spalle.
(12:35) Or i figliuoli d'Israel fecero come Moscè avea detto: domandarono agli Mitzrím degli oggetti d'argento, degli oggetti d'oro e de' vestiti;
(12:36) e
fece entrare il
popolo nelle buone grazie degli Mitzrím, che gli dettero quel che
domandava. Così spogliarono gli Mitzrím.
(12:37) I figliuoli d'Israel partirono da Ramses per Succoth, in numero di circa seicentomila uomini a piedi, senza contare i fanciulli.
(12:38) E una folla di gente d'ogni specie salì anch'essa con loro; e avevano pure greggi, armenti, bestiame in grandissima quantità.
(12:39) E cossero la pasta che avean portata dal Mitzráim, e ne fecero delle focacce azzime; poiché la pasta non era lievitata, essendo essi stati cacciati dal Mitzráim senza poter indugiare e senza potersi prendere provvisioni di sorta.
(12:40) Or la dimora che i figliuoli d'Israel fecero in Mitzráim fu di quattrocentotrent'anni.
(12:41) E al termine di
quattrocentotrent'anni, proprio il giorno che finiva, avvenne che
tutte le schiere de
uscirono dal paese di Mitzráim.
(12:42) Questa è una notte da
celebrarsi in onore de
, perché ei li trasse dal paese di
Mitzráim; questa è una notte consacrata a
, per essere osservata
da tutti i figliuoli d'Israel, d'età in età.
(12:43) E
disse a Moscè e ad
Aharón: 'Questa è la norma delil Pesách: Nessuno straniero ne mangi;
(12:44) ma qualunque servo, comprato a prezzo di danaro, dopo che l'avrai circonciso, potrà mangiarne.
(12:45) L'avventizio e il mercenario non ne mangino.
(12:46) Si mangi ogni agnello in una medesima casa; non la Pasqua portate fuori nulla della carne d'esso, e non ne spezzate alcun osso.
(12:47) Tutta la raunanza d'Israel celebri il Pesách.
(12:48) E quando uno straniero
soggiornerà teco e vorrà far il Pesách in onore de
, siano
circoncisi prima tutti i maschi della sua famiglia; e poi s'accosti
pure per farla, e sia come un nativo del paese; ma nessun
incirconciso ne mangi.
(12:49) Siavi un'unica legge per il nativo del paese e per lo straniero che soggiorna tra voi'.
(12:50) Tutti i figliuoli d'Israel
fecero così; fecero come
aveva ordinato a Moscè e ad Aharón.
(12:51) E avvenne che in quel
medesimo giorno
trasse i figliuoli d'Israel dal paese di
Mitzráim, secondo le loro schiere.
(13:1)
parlò a Moscè, dicendo: 'Consacrami ogni primogenito,
(13:2) tutto ciò che nasce primo tra i figliuoli d'Israel, tanto degli uomini quanto degli animali: esso mi appartiene'.
(13:3) E Moscè disse al popolo:
'Ricordatevi di questo giorno, nel quale siete usciti dal Mitzráim,
dalla casa di servitù; poiché
vi ha tratti fuori di questo
luogo, con mano potente; non si mangi pane lievitato.
(13:4) Voi uscite oggi, nel mese di Abib.
(13:5) Quando dunque
ti avrà
introdotto nel paese dei Cananím, degli Hittím, degli Amorím, degli
Hivvei e dei Gebusím che giurò ai tuoi padri di darti, paese ove
scorre il latte e il miele, osserva questo rito, in questo mese.
(13:6) Per sette giorni mangia pane
senza lievito; e il settimo giorno si faccia una festa a
.
(13:7) Si mangi pane senza lievito per sette giorni; e non si vegga pan lievitato presso di te, né si vegga lievito presso di te, entro tutti i tuoi confini.
(13:8) E in quel giorno tu
spiegherai la cosa al tuo figliuolo, dicendo: Si fa così, a motivo
di quello che
fece per me quand'uscii dal Mitzráim.
(13:9) E ciò ti sarà come un segno
sulla tua mano, come un ricordo fra i tuoi occhi, affinché la legge
de
sia nella tua bocca; poiché
ti ha tratto fuori dal
Mitzráim con mano potente.
(13:10) Osserva dunque questa istituzione, al tempo fissato, d'anno in anno'.
(13:11) 'Quando
t'avrà
introdotto nel paese dei Cananím, come giurò a te e ai tuoi padri, e
te lo avrà dato,
(13:12) consacra a
ogni
fanciullo primogenito e ogni primo parto del bestiame che
t'appartiene: i maschi saranno de
.
(13:13) Ma riscatta ogni primo parto dell'asino con un agnello; e se non lo vuoi riscattare, fiaccagli il collo; riscatta anche ogni primogenito dell'uomo fra i tuoi figliuoli.
(13:14) E quando, in avvenire, il
tuo figliuolo t'interrogherà, dicendo: Che significa questo? gli
risponderai:
ci trasse fuori dal Mitzráim, dalla casa di
servitù, con mano potente;
(13:15) e avvenne che, quando
Faraone s'ostinò a non lasciarci andare,
uccise tutti i
primogeniti nel paese di Mitzráim, tanto i primogeniti degli uomini
quanto i primogeniti degli animali; perciò io sacrifico a
tutti
i primi parti maschi, ma riscatto ogni primogenito dei miei
figliuoli.
(13:16) Ciò sarà come un segno
sulla tua mano e come un frontale fra i tuoi occhi, poiché
ci
ha tratti dal Mitzráim con mano potente'.
(13:17) Or quando Faraone ebbe lasciato andare il popolo, Elohim non lo condusse per la via del paese de' Filistei, perché troppo vicina; poiché Elohim disse: 'Bisogna evitare che il popolo, di fronte a una guerra, si penta e torni in Mitzráim';
(13:18) ma Elohim fece fare al popolo un giro, per la via del deserto, verso il mar Rosso. E i figliuoli d'Israel salirono armati dal paese di Mitzráim.
(13:19) E Moscè prese seco le ossa di Ioséf; perché questi aveva espressamente fatto giurare i figliuoli d'Israel, dicendo: 'Elohim, certo, vi visiterà; allora, trasportate di qui le mie ossa con voi'.
(13:20) E gl'Israeliti, partiti da Succoth, si accamparono a Etham, all'estremità del deserto.
(13:21) E
andava davanti a
loro: di giorno, in una colonna di nuvola per guidarli per il loro
cammino; e di notte, in una colonna di fuoco per illuminarli, onde
potessero camminare giorno e notte.
(13:22) La colonna di nuvola non si ritirava mai di davanti al popolo di giorno, né la colonna di fuoco di notte.
(14:1) E
parlò a Moscè, dicendo:
(14:2) 'Di' ai figliuoli d'Israel che tornino indietro e s'accampino dirimpetto a Pi-Hahiroth, fra Migdol e il mare, di fronte a Baal-Tsefon; accampatevi di faccia a quel luogo presso il mare.
(14:3) E Faraone dirà de' figliuoli d'Israel: Si sono smarriti nel paese; il deserto li tiene rinchiusi.
(14:4) E io indurerò il cuor di
Faraone, ed egli li inseguirà; ma io trarrò gloria da Faraone e da
tutto il suo esercito, e gli Mitzrím sapranno che io sono
'. Ed
essi fecero così.
(14:5) Or fu riferito al re di Mitzráim che il popolo era fuggito; e il cuore di Faraone e de' suoi servitori mutò sentimento verso il popolo, e quelli dissero: 'Che abbiam fatto a lasciar andare Israel, sì che non ci serviranno più?'
(14:6) E Faraone fece attaccare il suo carro, e prese il suo popolo seco.
(14:7) Prese seicento carri scelti e tutti i carri di Mitzráim; e su tutti c'eran de' guerrieri.
(14:8) E
indurò il cuor di
Faraone, re di Mitzráim, ed egli inseguì i figliuoli d'Israel, che
uscivano pieni di baldanza.
(14:9) Gli Mitzrím dunque li inseguirono; e tutti i cavalli, i carri di Faraone, i suoi cavalieri e il suo esercito li raggiunsero mentr'essi erano accampati presso il mare, vicino a Pi-Hahiroth, di fronte a Baal-Tsefon.
(14:10) E quando Faraone si fu
avvicinato, i figliuoli d'Israel alzarono gli occhi: ed ecco, gli
Mitzrím marciavano alle loro spalle; ond'ebbero una gran paura, e
gridarono a
.
(14:11) E dissero a Moscè: 'Mancavan forse sepolture in Mitzráim, che ci hai menati a morire nel deserto? Perché ci hai fatto quest'azione, di farci uscire dal Mitzráim?
(14:12) Non è egli questo che ti dicevamo in Mitzráim: Lasciaci stare, che serviamo gli Mitzrím? Poiché meglio era per noi servire gli Mitzrím che morire nel deserto'.
(14:13) E Moscè disse al popolo:
'Non temete, state fermi, e mirate la liberazione che
compirà
oggi per voi; poiché gli Mitzrím che avete veduti quest'oggi, non li
vedrete mai più in perpetuo.
(14:14)
combatterà per voi, e
voi ve ne starete queti'.
(14:15) E
disse a Moscè:
'Perché gridi a me? Di' ai figliuoli d'Israel che si mettano in
marcia.
(14:16) E tu alza il tuo bastone, stendi la tua mano sul mare, e dividilo; e i figliuoli d'Israel entreranno in mezzo al mare a piedi asciutti.
(14:17) E quanto a me, ecco, io indurerò il cuore degli Mitzrím, ed essi v'entreranno, dietro a loro; ed io trarrò gloria da Faraone, da tutto il suo esercito, dai suoi carri e dai suoi cavalieri.
(14:18) E gli Mitzrím sapranno che
io sono
, quando avrò tratto gloria da Faraone, dai suoi carri e
dai suoi cavalieri'.
(14:19) Allora l'angelo di Elohim, che precedeva il campo d'Israel, si mosse e andò a porsi alle loro spalle; parimente la colonna di nuvola si mosse dal loro fronte e si fermò alle loro spalle;
(14:20) e venne a mettersi fra il campo dell'Mitzráim e il campo d'Israel; e la nube era tenebrosa per gli uni, mentre rischiarava gli altri nella notte. E l'un campo non si accostò all'altro per tutta la notte.
(14:21) Or Moscè stese la sua mano
sul mare; e
fece ritirare il mare mediante un gagliardo vento
orientale durato tutta la notte, e ridusse il mare in terra
asciutta; e le acque si divisero.
(14:22) E i figliuoli d'Israel entrarono in mezzo al mare sull'asciutto; e le acque formavano come un muro alla loro destra e alla loro sinistra.
(14:23) E gli Mitzrím li inseguirono; e tutti i cavalli di Faraone, i suoi carri e i suoi cavalieri entrarono dietro a loro in mezzo al mare.
(14:24) E avvenne verso la vigilia
del mattino, che
, dalla colonna di fuoco e dalla nuvola, guardò
verso il campo degli Mitzrím, e lo mise in rotta.
(14:25) E tolse le ruote dei loro
carri, e ne rese l'avanzata pesante; in guisa che gli Mitzrím
dissero: 'Fuggiamo d'innanzi ad Israel, perché
combatte per
loro contro gli Mitzrím'.
(14:26) E
disse a Moscè:
'Stendi la tua mano sul mare, e le acque ritorneranno sugli Mitzrím,
sui loro carri e sui loro cavalieri'.
(14:27) E Moscè stese la sua mano
sul mare; e, sul far della mattina, il mare riprese la sua forza; e
gli Mitzrím, fuggendo, gli andavano incontro; e
precipitò gli
Mitzrím in mezzo al mare.
(14:28) Le acque tornarono e coprirono i carri, i cavalieri, tutto l'esercito di Faraone ch'erano entrati nel mare dietro agl'Israeliti; e non ne scampò neppur uno.
(14:29) Ma i figliuoli d'Israel camminarono sull'asciutto in mezzo al mare, e le acque formavano come un muro alla loro destra e alla loro sinistra.
(14:30) Così, in quel giorno,
salvò Israel dalle mani degli Mitzrím, e Israel vide sul lido del
mare gli Mitzrím morti.
(14:31) E Israel vide la gran
potenza che
avea spiegata contro gli Mitzrím; onde il popolo
temé
e credette nell'
e in Moscè suo servo.
(15:1) Allora
Moscè e i figliuoli d'Israel cantarono questo cantico a
, e
dissero così: "Io canterò a
, perché si è sommamente esaltato;
ha precipitato in mare cavallo e cavaliere.
(15:2)
è la mia forza e
l'oggetto del mio cantico; egli è stato la mia salvezza. Questo è il
mio Elohim, io lo glorificherò; è l'Elohim di mio padre, io lo
esalterò.
(15:3)
, è un guerriero, il suo
nome è
.
(15:4) Egli ha gettato in mare i carri di Faraone e il suo esercito, e i migliori suoi condottieri sono stati sommersi nel mar Rosso.
(15:5) Gli abissi li coprono; sono andati a fondo come una pietra.
(15:6) La tua destra, o
, è
mirabile per la sua forza, la tua destra, o
, schiaccia i
nemici.
(15:7) Con la grandezza della tua maestà, tu rovesci i tuoi avversari; tu scateni la tua ira, essa li consuma come stoppia.
(15:8) Al soffio delle tue nari le acque si sono ammontate, le onde si son drizzate come un muro, i flutti si sono assodati nel cuore del mare.
(15:9) Il nemico diceva: 'Inseguirò, raggiungerò, dividerò le spoglie, la mia brama si sazierà su loro; sguainerò la mia spada, la mia mano li sterminerà';
(15:10) ma tu hai mandato fuori il tuo soffio; e il mare li ha ricoperti; sono affondati come piombo nelle acque potenti.
(15:11) Chi è pari a te fra gli
dèi, o
? Chi è pari a te, mirabile nella tua santità, tremendo
anche a chi ti loda, operator di prodigi?
(15:12) Tu hai steso la destra, la terra li ha ingoiati.
(15:13) Tu hai condotto con la tua benignità il popolo che hai riscattato; l'hai guidato con la tua forza verso la tua qadósh dimora.
(15:14) I popoli l'hanno udito, e tremano. L'angoscia ha colto gli abitanti della Filistia.
(15:15) Già sono smarriti i capi di Edom, il tremito prende i potenti di Moab, tutti gli abitanti di Canaan vengono meno.
(15:16) Spavento e terrore piomberà
su loro. Per la forza del tuo braccio diventeran muti come una
pietra, finché il tuo popolo, o
, sia passato, finché sia
passato il popolo che ti sei acquistato.
(15:17) Tu li introdurrai e li
pianterai sul monte del tuo retaggio, nel luogo che hai preparato, o
, per tua dimora, nel santuario che le tue mani, o Signore,
hanno stabilito.
(15:18)
regnerà per sempre, in
perpetuo".
(15:19) Questo cantarono
gl'Israeliti perché i cavalli di Faraone coi suoi carri e i suoi
cavalieri erano entrati nel mare, e
avea fatto ritornar su loro
le acque del mare, ma i figliuoli d'Israel aveano camminato in mezzo
al mare, sull'asciutto.
(15:20) E Maria, la profetessa, sorella d'Aharón, prese in mano il timpano, e tutte le donne usciron dietro a lei con de' timpani, e danzando.
(15:21) E Maria rispondeva ai
figliuoli d'Israel: 'Cantate a
, perché si è sommamente
esaltato; ha precipitato in mare cavallo e cavaliere'.
(15:22) Poi Moscè fece partire gl'Israeliti dal Mar Rosso, ed essi si diressero verso il deserto di Shur; camminarono tre giorni nel deserto, e non trovarono acqua.
(15:23) E quando giunsero a Mara, non poteron bevere le acque di Mara, perché erano amare; perciò quel luogo fu chiamato Mara.
(15:24) E il popolo mormorò contro Moscè, dicendo: 'Che berremo?'
(15:25) Ed egli gridò a
; e
gli mostrò un legno ch'egli gettò nelle acque, e le acque
divennero dolci. Quivi
dette al popolo una legge e una
prescrizione, e lo mise alla prova, e disse:
(15:26) 'Se ascolti attentamente la
voce de
, ch'è il tuo Elohim, e fai ciò ch'è giusto agli occhi
suoi e porgi orecchio ai suoi comandamenti e osservi tutte le sue
leggi, io non ti manderò addosso alcuna delle malattie che ho
mandato addosso agli Mitzrím, perché io sono
che ti guarisco'.
(15:27) Poi giunsero ad Elim, dov'erano dodici sorgenti d'acqua e settanta palme; e si accamparono quivi presso le acque.
(16:1) E tutta la raunanza de' figliuoli d'Israel partì da Elim e giunse al deserto di Sin, ch'è fra Elim e Sinai, il quindicesimo giorno del secondo mese dopo la loro partenza dal paese di Mitzráim.
(16:2) E tutta la raunanza de' figliuoli d'Israel mormorò contro Moscè e contro Aharón nel deserto.
(16:3) I figliuoli d'Israel dissero
loro: 'Oh, fossimo pur morti per mano de
nel paese di Mitzráim,
quando sedevamo presso le pignatte della carne e mangiavamo del pane
a sazietà! Poiché voi ci avete menati in questo deserto per far
morir di fame tutta questa raunanza'.
(16:4) E
disse a Moscè: 'Ecco,
io vi farò piovere del pane dal cielo; e il popolo uscirà e ne
raccoglierà giorno per giorno quanto gliene abbisognerà per la
giornata, ond'io lo metta alla prova per vedere se camminerà o no
secondo la mia legge.
(16:5) Ma il sesto giorno, quando prepareranno quello che avran portato a casa, esso sarà il doppio di quello che avranno raccolto ogni altro giorno'.
(16:6) E Moscè ed Aharón dissero a
tutti i figliuoli d'Israel: 'Questa sera voi conoscerete che
è
quegli che vi ha tratto fuori dal paese di Mitzráim;
(16:7) e domattina vedrete la
gloria de
; poich'egli ha udito le vostre mormorazioni contro
; quanto a noi, che cosa siamo perché mormoriate contro di noi?'
(16:8) E Moscè disse: 'Vedrete la
gloria de
quando stasera egli vi darà della carne da mangiare e
domattina del pane a sazietà; giacché
ha udito le vostre
mormorazioni che proferite contro di lui; quanto a noi, che cosa
siamo? le vostre mormorazioni non sono contro di noi, ma contro
'.
(16:9) Poi Moscè disse ad Aharón:
'Di' a tutta la raunanza de' figliuoli d'Israel: Avvicinatevi alla
presenza de
, perch'egli ha udito le vostre mormorazioni'.
(16:10) E come Aharón parlava a
tutta la raunanza de' figliuoli d'Israel, questi volsero gli occhi
verso il deserto; ed ecco che la gloria de
apparve nella
nuvola.
(16:11) E
parlò a Moscè,
dicendo:
(16:12) 'Io ho udito le
mormorazioni dei figliuoli d'Israel; parla loro, dicendo:
Sull'imbrunire mangerete della carne, e domattina sarete saziati di
pane; e conoscerete che io sono
, l'Elohim vostro'.
(16:13) E avvenne, verso sera, che saliron delle quaglie, che ricopersero il campo; e, la mattina, c'era uno strato di rugiada intorno al campo.
(16:14) E quando lo strato di rugiada fu sparito, ecco sulla faccia del deserto una cosa minuta, tonda, minuta come brina sulla terra.
(16:15) E i figliuoli d'Israel,
veduta che l'ebbero, dissero l'uno all'altro: 'Che cos'è?' perché
non sapevan che cosa fosse. E Moscè disse loro: 'Questo è il pane
che
vi dà a mangiare.
(16:16) Ecco quel che
ha
comandato: Ne raccolga ognuno quanto gli basta per il suo
nutrimento: un omer a testa, secondo il numero delle vostre persone;
ognuno ne pigli per quelli che sono nella sua tenda'.
(16:17) I figliuoli d'Israel fecero così, e ne raccolsero gli uni più e gli altri meno.
(16:18) Lo misurarono con l'omer, e chi ne aveva raccolto molto non n'ebbe di soverchio; e chi ne aveva raccolto poco non n'ebbe penuria. Ognuno ne raccolse quanto gliene abbisognava per il suo nutrimento.
(16:19) E Moscè disse loro: 'Nessuno ne serbi fino a domattina'.
(16:20) Ma alcuni non ubbidirono a Moscè, e ne serbarono fino all'indomani; e quello inverminì e mandò fetore; e Moscè s'adirò contro costoro.
(16:21) Così lo raccoglievano tutte le mattine: ciascuno nella misura che bastava al suo nutrimento; e quando il sole si faceva caldo, quello si struggeva.
(16:22) E il sesto giorno raccolsero di quel pane il doppio: due omer per ciascuno. E tutti i capi della raunanza lo vennero a dire a Moscè.
(16:23) Ed egli disse loro: 'Questo
è quello che ha detto
: Domani è un giorno solenne di riposo: un
Shabáth sacro a
; fate cuocere oggi quel che avete da cuocere e
fate bollire quel che avete da bollire; e tutto quel che vi avanza,
riponetelo e serbatelo fino a domani'.
(16:24) Essi dunque lo riposero fino all'indomani, come Moscè aveva ordinato: e quello non diè fetore e non inverminì.
(16:25) Moscè disse: 'Mangiatelo
oggi, perché oggi è il Shabáth sacro a
; oggi non ne troverete
per i campi.
(16:26) Raccoglietene durante sei giorni; ma il settimo giorno è il Shabáth; in quel giorno non ve ne sarà'.
(16:27) Or nel settimo giorno avvenne che alcuni del popolo uscirono per raccoglierne, e non ne trovarono.
(16:28) E
disse a Moscè: 'Fino
a quando rifiuterete d'osservare i miei comandamenti e le mie leggi?
(16:29) Riflettete che
vi ha
dato il Shabáth; per questo, nel sesto giorno egli vi dà del pane
per due giorni; ognuno stia dov'è; nessuno esca dalla sua tenda il
settimo giorno'.
(16:30) Così il popolo si riposò il settimo giorno.
(16:31) E la casa d'Israel chiamò quel pane Manna; esso era simile al seme di coriandolo; era bianco, e aveva il gusto di schiacciata fatta col miele.
(16:32) E Moscè disse: 'Questo è
quello che
ha ordinato: Empi un omer di manna, perché sia
conservato per i vostri discendenti, onde veggano il pane col quale
vi ho nutriti nel deserto, quando vi ho tratti fuori dal paese di
Mitzráim'.
(16:33) E Moscè disse ad Aharón:
'Prendi un vaso, mettivi dentro un intero omer di manna, e deponilo
davanti a
, perché sia conservato per i vostri discendenti'.
(16:34) Secondo l'ordine che
avea dato a Moscè, Aharón lo depose dinanzi alla Testimonianza,
perché fosse conservato.
(16:35) E i figliuoli d'Israel mangiarono la manna per quarant'anni, finché arrivarono in paese abitato; mangiarono la manna finché giunsero ai confini del paese di Canaan.
(16:36) Or l'omer è la decima parte dell'efa.
(17:1) Poi
tutta la raunanza de' figliuoli d'Israel partì dal deserto di Sin,
marciando a tappe secondo gli ordini de
, e si accampò a
Refidim; e non c'era acqua da bere per il popolo.
(17:2) Allora il popolo contese con
Moscè, e disse: 'Dateci dell'acqua da bere'. E Moscè rispose loro:
'Perché contendete con me? perché tentate
?'
(17:3) Il popolo dunque patì quivi la sete, e mormorò contro Moscè, dicendo: 'Perché ci hai fatti salire dal Mitzráim per farci morire di sete noi, i nostri figliuoli e il nostro bestiame?'
(17:4) E Moscè gridò a
,
dicendo: 'Che farò io per questo popolo? Non andrà molto che mi
lapiderà'.
(17:5) E
disse a Moscè: 'Passa
oltre in fronte al popolo, e prendi teco degli anziani d'Israel;
piglia anche in mano il bastone col quale percotesti il fiume, e
va'.
(17:6) Ecco, io starò là dinanzi a te, sulla roccia ch'è in Horeb; tu percoterai la roccia, e ne scaturirà dell'acqua, ed il popolo berrà'. Moscè fece così in presenza degli anziani d'Israel.
(17:7) E pose nome a quel luogo
Massah e Meribah a motivo della contesa de' figliuoli d'Israel e
perché aveano tentato
, dicendo: '
è egli in mezzo a noi, sì
o no?'
(17:8) Allora venne Amalek a dar battaglia a Israel a Refidim.
(17:9) E Moscè disse a Iahushúa: 'Facci una scelta d'uomini ed esci a combattere contro Amalek; domani io starò sulla vetta del colle col bastone di Elohim in mano'.
(17:10) Iahushúa fece come Moscè gli aveva detto e combatté contro Amalek; e Moscè, Aharón e Hur salirono sulla vetta del colle.
(17:11) E avvenne che, quando Moscè teneva la mano alzata, Israel vinceva; e quando la lasciava cadere, vinceva Amalek.
(17:12) Or siccome le mani di Moscè s'eran fatte stanche, essi presero una pietra, gliela posero sotto, ed egli vi si mise a sedere; e Aharón e Hur gli sostenevano le mani: l'uno da una parte, l'altro dall'altra; così le sue mani rimasero immobili fino al tramonto del sole.
(17:13) E Iahushúa sconfisse Amalek e la sua gente, mettendoli a fil di spada.
(17:14) E
disse a Moscè:
'Scrivi questo fatto in un libro, perché se ne conservi il ricordo,
e fa' sapere a Iahushúa che io cancellerò interamente di sotto al
cielo la memoria di Amalek'.
(17:15) E Moscè edificò un altare,
al quale pose nome: '
è la mia bandiera'; e disse:
(17:16) 'La mano è stata alzata
contro il trono de
, e
farà guerra ad Amalek d'età in età'.
(18:1) Or
Jethro, sacerdote di Madian, suocero di Moscè, udì tutto quello che
Elohim avea fatto a favor di Moscè e d'Israel suo popolo: come
avea tratto Israel fuor dal Mitzráim.
(18:2) E Jethro, suocero di Moscè, prese Sefora, moglie di Moscè,
(18:3) che questi avea rimandata, e i due figliuoli di lei che si chiamavano: l'uno, Ghershom, perché Moscè avea detto: 'Ho soggiornato in terra straniera';
(18:4) e l'altro Eliezer, perché avea detto: 'L'Elohim del padre mio è stato il mio aiuto, e mi ha liberato dalla spada di Faraone'.
(18:5) Jethro dunque, suocero di Moscè, venne a Moscè, coi figliuoli e la moglie di lui, nel deserto dov'egli era accampato, al monte di Elohim;
(18:6) e mandò a dire a Moscè: 'Io, Jethro, tuo suocero, vengo da te con la tua moglie e i due suoi figliuoli con lei'.
(18:7) E Moscè uscì a incontrare il suo suocero, gli s'inchinò, e lo baciò; s'informarono scambievolmente della loro salute, poi entrarono nella tenda.
(18:8) Allora Moscè raccontò al suo
suocero tutto quello che
avea fatto a Faraone e agli Mitzrím
per amor d'Israel, tutte le sofferenze patite durante il viaggio, e
come
li avea liberati.
(18:9) E Jethro si rallegrò di
tutto il bene che
avea fatto a Israel, liberandolo dalla mano
degli Mitzrím.
(18:10) E Jethro disse: 'Benedetto
sia
, che vi ha liberati dalla mano degli Mitzrím e dalla mano
di Faraone, e ha liberato il popolo dal giogo degli Mitzrím!
(18:11) Ora riconosco che
è
più grande di tutti gli dèi; tale s'è mostrato, quando gli Mitzrím
hanno agito orgogliosamente contro Israel'.
(18:12) E Jethro, suocero di Moscè, prese un olocausto e dei sacrifizi per offrirli a Elohim; e Aharón e tutti gli anziani d'Israel vennero a mangiare col suocero di Moscè in presenza di Elohim.
(18:13) Il giorno seguente, Moscè si assise per render ragione al popolo; e il popolo stette intorno a Moscè dal mattino fino alla sera.
(18:14) E quando il suocero di Moscè vide tutto quello ch'egli faceva per il popolo, disse: 'Che è questo che tu fai col popolo? Perché siedi solo, e tutto il popolo ti sta attorno dal mattino fino alla sera?'
(18:15) E Moscè rispose al suo suocero: 'Perché il popolo viene da me per consultare Elohim.
(18:16) Quand'essi hanno qualche affare, vengono da me, e io giudico fra l'uno e l'altro, e fo loro conoscere gli ordini di Elohim e le sue leggi'.
(18:17) Ma il suocero di Moscè gli disse: 'Questo che tu fai non va bene.
(18:18) Tu ti esaurirai certamente: tu e questo popolo ch'è teco; poiché quest'affare è troppo grave per te; tu non puoi bastarvi da te solo.
(18:19) Or ascolta la mia voce; io ti darò un consiglio, e Elohim sia teco: Sii tu il rappresentante del popolo dinanzi a Elohim, e porta a Elohim le loro cause.
(18:20) Insegna loro gli ordini e le leggi, e mostra loro la via per la quale han da camminare e quello che devon fare;
(18:21) ma scegli fra tutto il popolo degli uomini capaci che temano Elohim: degli uomini fidati, che detestino il lucro iniquo; e stabilisci sul popolo come capi di migliaia, capi di centinaia, capi di cinquantine e capi di diecine;
(18:22) e rendano essi ragione al popolo in ogni tempo; e riferiscano a te ogni affare di grande importanza, ma ogni piccolo affare lo decidano loro. Allevia così il peso che grava su te, e lo portino essi teco.
(18:23) Se tu fai questo, e se Elohim te l'ordina, potrai durare; e anche tutto questo popolo arriverà felicemente al luogo che gli è destinato'.
(18:24) Moscè acconsentì al dire del suo suocero, e fece tutto quello ch'egli avea detto.
(18:25) E Moscè scelse fra tutto Israel degli uomini capaci, e li stabilì capi del popolo: capi di migliaia, capi di centinaia, capi di cinquantine e capi di diecine.
(18:26) E quelli rendevano ragione al popolo in ogni tempo; le cause difficili le portavano a Moscè, ma ogni piccolo affare lo decidevano loro.
(18:27) Poi Moscè accomiatò il suo suocero, il quale se ne tornò al suo paese.
(19:1) Nel primo giorno del terzo mese da che furono usciti dal paese di Mitzráim, i figliuoli d'Israel giunsero al deserto di Sinai.
(19:2) Essendo partiti da Refidim, giunsero al deserto di Sinai e si accamparono nel deserto; quivi si accampò Israel, dirimpetto al monte.
(19:3) E Moscè salì verso Elohim; e
lo chiamò dal monte, dicendo: 'Di' così alla casa di Iaqób, e
annunzia questo ai figliuoli d'Israel:
(19:4) Voi avete veduto quello che ho fatto agli Mitzrím, e come io v'ho portato sopra ali d'aquila e v'ho menato a me.
(19:5) Or dunque, se ubbidite davvero alla mia voce e osservate il mio patto, sarete fra tutti i popoli il mio tesoro particolare;
(19:6) poiché tutta la terra è mia; e mi sarete un regno di sacerdoti e una nazione qadósh. Queste sono le parole che dirai ai figliuoli d'Israel'.
(19:7) E Moscè venne, chiamò gli
anziani del popolo, ed espose loro tutte queste parole che
gli
aveva ordinato di dire.
(19:8) E tutto il popolo rispose
concordemente e disse: 'Noi faremo tutto quello che
ha detto'.
E Moscè riferì a
le parole del popolo.
(19:9) E
disse a Moscè: 'Ecco,
io verrò a te in una folta nuvola, affinché il popolo oda quand'io
parlerò con te, e ti presti fede per sempre'. E Moscè riferì a
le parole del popolo.
(19:10) Allora
disse a Moscè:
'Va' dal popolo, santificalo oggi e domani, e fa' che si lavi le
vesti.
(19:11) E siano pronti per il terzo
giorno; perché il terzo giorno
scenderà in presenza di tutto il
popolo sul monte Sinai.
(19:12) E tu fisserai attorno attorno de' limiti al popolo, e dirai: Guardatevi dal salire sul monte o dal toccarne il lembo. Chiunque toccherà il monte sarà messo a morte.
(19:13) Nessuna mano tocchi quel tale; ma sia lapidato o trafitto di frecce; animale o uomo che sia, non sia lasciato vivere! Quando il corno sonerà a distesa allora salgano pure sul monte'.
(19:14) E Moscè scese dal monte verso il popolo; santificò il popolo, e quelli si lavarono le vesti.
(19:15) Ed egli disse al popolo: 'Siate pronti fra tre giorni; non v'accostate a donna'.
(19:16) Il terzo giorno, come fu mattino, cominciaron de' tuoni, de' lampi, apparve una folta nuvola sul monte, e s'udì un fortissimo suon di tromba; e tutto il popolo ch'era nel campo, tremò.
(19:17) E Moscè fece uscire il popolo dal campo per menarlo incontro a Elohim; e si fermarono appiè del monte.
(19:18) Or il monte Sinai era tutto
fumante, perché
v'era disceso in mezzo al fuoco; e il fumo ne
saliva come il fumo d'una fornace, e tutto il monte tremava forte.
(19:19) Il suon della tromba s'andava facendo sempre più forte; Moscè parlava, e Elohim gli rispondeva con una voce.
(19:20)
dunque scese sul monte
Sinai, in vetta al monte; e
chiamò Moscè in vetta al monte, e
Moscè vi salì.
(19:21) E
disse a Moscè:
'Scendi, avverti solennemente il popolo onde non faccia irruzione
verso
per guardare, e non n'abbiano a perire molti.
(19:22) E anche i sacerdoti che si
appressano a
, si santifichino, affinché
non si avventi
contro a loro'.
(19:23) Moscè disse a
: 'Il
popolo non può salire sul monte Sinai, perché tu ce l'hai divietato
dicendo: Poni de' limiti attorno al monte, e santificalo'.
(19:24) Ma
gli disse: 'Va',
scendi abbasso; poi salirai tu, e Aharón teco; ma i sacerdoti e il
popolo non facciano irruzione per salire verso
, onde non
s'avventi contro a loro'.
(19:25) Moscè discese al popolo e glielo disse.
(20:1) Allora Elohim pronunziò tutte queste parole, dicendo:
(20:2) 'Io sono
, l'Elohim tuo,
che ti ho tratto dal paese di Mitzráim, dalla casa di servitù.
(20:3) Non avere altri dii nel mio cospetto.
(20:4) Non ti fare scultura alcuna né immagine alcuna delle cose che sono lassù ne' cieli o quaggiù sulla terra o nelle acque sotto la terra;
(20:5) non ti prostrare dinanzi a
tali cose e non servir loro, perché io,
, l'Elohim tuo, sono un
Elohim geloso che punisco l'iniquità dei padri sui figliuoli fino
alla terza e alla quarta generazione di quelli che mi odiano,
(20:6) e uso benignità, fino alla millesima generazione, verso quelli che m'amano e osservano i miei comandamenti.
(20:7) Non usare il nome de
,
ch'è l'Elohim tuo, in vano; perché
non terrà per innocente chi
avrà usato il suo nome in vano.
(20:8) Ricordati del giorno del riposo per santificarlo.
(20:9) Lavora sei giorni e fa' in essi ogni opera tua;
(20:10) ma il settimo è giorno di
riposo, sacro a
, ch'è l'Elohim tuo; non fare in esso lavoro
alcuno, né tu, né il tuo figliuolo, né la tua figliuola, né il tuo
servo, né la tua serva, né il tuo bestiame, né il forestiero ch'è
dentro alle tue porte;
(20:11) poiché in sei giorni
fece i cieli, la terra, il mare e tutto ciò ch'è in essi, e si
riposò il settimo giorno; perciò
ha benedetto il giorno del
riposo e l'ha santificato.
(20:12) Onora tuo padre e tua
madre, affinché i tuoi giorni siano prolungati sulla terra che
,
l'Elohim tuo, ti dà.
(20:13) Non uccidere.
(20:14) Non commettere adulterio.
(20:15) Non rubare.
(20:16) Non attestare il falso contro il tuo prossimo.
(20:17) Non concupire la casa del tuo prossimo; non concupire la moglie del tuo prossimo, né il suo servo, né la sua serva, né il suo bue, né il suo asino, né cosa alcuna che sia del tuo prossimo'.
(20:18) Or tutto il popolo udiva i tuoni, il suon della tromba e vedeva i lampi e il monte fumante. A tal vista, tremava e se ne stava da lungi.
(20:19) E disse a Moscè: 'Parla tu con noi, e noi t'ascolteremo; ma non ci parli Elohim, che non abbiamo a morire'.
(20:20) E Moscè disse al popolo: 'Non temete, poiché Elohim è venuto per mettervi alla prova, e affinché il suo timore vi stia dinanzi, e così non pecchiate'.
(20:21) Il popolo dunque se ne stava da lungi; ma Moscè s'avvicinò alla caligine dov'era Elohim.
(20:22) E
disse a Moscè: 'Di'
così ai figliuoli d'Israel: Voi stessi avete visto ch'io v'ho
parlato dai cieli.
(20:23) Non fate altri dii accanto a me; non vi fate dii d'argento, né dii d'oro.
(20:24) Fammi un altare di terra; e su questo offri i tuoi olocausti, i tuoi sacrifizi di azioni di grazie, le tue pecore e i tuoi buoi; in qualunque luogo dove farò che il mio nome sia ricordato, io verrò a te e ti benedirò.
(20:25) E se mi fai un altare di pietre, non lo costruire di pietre tagliate; perché, se tu alzassi su di esse lo scalpello, tu le contamineresti.
(20:26) E non salire al mio altare per gradini, affinché la tua nudità non si scopra sovr'esso.
(21:1) Or queste sono le leggi che tu porrai dinanzi a loro:
(21:2) Se compri un servo ebreo, egli ti servirà per sei anni; ma il settimo se ne andrà libero, senza pagar nulla.
(21:3) Se è venuto solo, se ne andrà solo; se aveva moglie, la moglie se ne andrà con lui.
(21:4) Se il suo padrone gli dà moglie e questa gli partorisce figliuoli e figliuole, la moglie e i figliuoli di lei saranno del padrone, ed egli se ne andrà solo.
(21:5) Ma se il servo fa questa dichiarazione: - 'Io amo il mio padrone, mia moglie e i miei figliuoli; io non voglio andarmene libero' -
(21:6) allora il suo padrone lo farà comparire davanti a Elohim, e lo farà accostare alla porta o allo stipite, e il suo padrone gli forerà l'orecchio con una lesina; ed egli lo servirà per sempre.
(21:7) Se uno vende la propria figliuola per esser serva, ella non se ne andrà come se ne vanno i servi.
(21:8) S'ella dispiace al suo padrone, che se l'era presa per moglie, egli la farà riscattare; ma non avrà il diritto di venderla a gente straniera, dopo esserle stato infedele.
(21:9) E se la dà in isposa al suo figliuolo, la tratterà secondo il diritto delle fanciulle.
(21:10) Se prende un'altra moglie, non toglierà alla prima né il vitto, né il vestire, né la coabitazione.
(21:11) Se non le fa queste tre cose, ella se ne andrà senza pagamento di prezzo.
(21:12) Chi percuote un uomo sì ch'egli muoia, dev'essere messo a morte.
(21:13) Se non gli ha teso agguato, ma Elohim gliel'ha fatto cader sotto mano, io ti stabilirò un luogo dov'ei si possa rifugiare.
(21:14) Se alcuno con premeditazione uccide il suo prossimo mediante insidia, tu lo strapperai anche dal mio altare, per farlo morire.
(21:15) Chi percuote suo padre o sua madre dev'esser messo a morte.
(21:16) Chi ruba un uomo - sia che l'abbia venduto o che gli sia trovato nelle mani - dev'esser messo a morte.
(21:17) Chi maledice suo padre o sua madre dev'esser messo a morte.
(21:18) Se degli uomini vengono a rissa, e uno percuote l'altro con una pietra o col pugno, e quello non muoia, ma debba mettersi a letto,
(21:19) se si rileva e può camminar fuori appoggiato al suo bastone, colui che lo percosse sarà assolto; soltanto, lo indennizzerà del tempo che ha perduto e lo farà curare fino a guarigione compiuta.
(21:20) Se uno percuote il suo servo o la sua serva col bastone sì che gli muoiano fra le mani, il padrone dev'esser punito;
(21:21) ma se sopravvivono un giorno o due, non sarà punito, perché son danaro suo.
(21:22) Se alcuni vengono a rissa e percuotono una donna incinta sì ch'ella si sgravi, ma senza che ne segua altro danno, il percotitore sarà condannato all'ammenda che il marito della donna gl'imporrà; e la pagherà come determineranno i giudici;
(21:23) ma se ne seguono danno,
(21:24) darai vita per vita, occhio per occhio, dente per dente, mano per mano,
(21:25) piede per piede, scottatura per scottatura, ferita per ferita, contusione per contusione.
(21:26) Se uno colpisce l'occhio del suo servo o l'occhio della sua serva e glielo fa perdere, li lascerà andar liberi in compenso dell'occhio perduto.
(21:27) E se fa cadere un dente al suo servo o un dente alla sua serva, li lascerà andar liberi in compenso del dente perduto.
(21:28) Se un bue cozza un uomo o una donna sì che muoia, il bue dovrà esser lapidato e non se ne mangerà la carne; ma il padrone del bue sarà assolto.
(21:29) Però, se il bue era già da tempo uso cozzare, e il padrone n'è stato avvertito, ma non l'ha tenuto rinchiuso, e il bue ha ucciso un uomo o una donna, il bue sarà lapidato, e il suo padrone pure sarà messo a morte.
(21:30) Ove sia imposto al padrone un prezzo di riscatto, egli pagherà per il riscatto della propria vita tutto quello che gli sarà imposto.
(21:31) Se il bue cozza un figliuolo o una figliuola, gli si applicherà questa medesima legge.
(21:32) Se il bue cozza un servo o una serva, il padrone del bue pagherà al padrone del servo trenta sicli d'argento, e il bue sarà lapidato.
(21:33) Se uno apre una fossa, o se uno scava una fossa e non la copre, e un bue o un asino vi cade dentro,
(21:34) il padron della fossa rifarà il danno: pagherà in danaro il valore della bestia al padrone, e la bestia morta sarà sua.
(21:35) Se il bue d'un uomo ferisce il bue d'un altro sì ch'esso muoia, si venderà il bue vivo e se ne dividerà il prezzo; e anche il bue morto sarà diviso fra loro.
(21:36) Se poi è noto che quel bue era già da tempo uso cozzare, e il suo padrone non l'ha tenuto rinchiuso, questi dovrà pagare bue per bue, e la bestia morta sarà sua.
(22:1) Se uno ruba un bue o una pecora e li ammazza o li vende, restituirà cinque buoi per il bue e quattro pecore per la pecora.
(22:2) Se il ladro, còlto nell'atto di fare uno scasso, è percosso e muore, non v'è delitto d'omicidio.
(22:3) Se il sole era levato quand'avvenne il fatto, vi sarà delitto d'omicidio. Il ladro dovrà risarcire il danno; se non ha di che risarcirlo, sarà venduto per ciò che ha rubato.
(22:4) Se il furto, bue o asino o pecora che sia, gli è trovato vivo nelle mani, restituirà il doppio.
(22:5) Se uno arrecherà de' danni a un campo o ad una vigna, lasciando andare le sue bestie a pascere nel campo altrui, risarcirà il danno col meglio del suo campo e col meglio della sua vigna.
(22:6) Se divampa un fuoco e s'attacca alle spine sì che ne sia distrutto il grano in covoni o il grano in piedi o il campo, chi avrà acceso il fuoco dovrà risarcire il danno.
(22:7) Se uno affida al suo vicino del danaro o degli oggetti da custodire, e questi siano rubati dalla casa di quest'ultimo, se il ladro si trova, restituirà il doppio.
(22:8) Se il ladro non si trova, il padrone della casa comparirà davanti a Elohim per giurare che non ha messo la mano sulla roba del suo vicino.
(22:9) In ogni caso di delitto, sia che si tratti d'un bue o d'un asino o d'una pecora o d'un vestito o di qualunque oggetto perduto del quale uno dica: 'È questo qui!' la causa d'ambedue le parti verrà davanti a Elohim; colui che Elohim condannerà, restituirà il doppio al suo prossimo.
(22:10) Se uno dà in custodia al suo vicino un asino o un bue o una pecora o qualunque altra bestia, ed essa muore o resta stroppiata o è portata via senza che ci sian testimoni,
(22:11) interverrà fra le due parti
il giuramento de
per sapere se colui che avea la bestia in
custodia non ha messo la mano sulla roba del suo vicino. Il padrone
della bestia si contenterà del giuramento, e l'altro non sarà tenuto
a rifacimento di danni.
(22:12) Ma se la bestia gli è stata rubata, egli dovrà risarcire del danno il padrone d'essa.
(22:13) Se la bestia è stata sbranata, la produrrà come prova, e non sarà tenuto a risarcimento per la bestia sbranata.
(22:14) Se uno prende in prestito dal suo vicino una bestia, e questa resti stroppiata o muoia essendo assente il padrone d'essa, egli dovrà rifare il danno.
(22:15) Se il padrone è presente, non v'è luogo a rifacimento di danni; se la bestia è stata presa a nolo, essa è compresa nel prezzo del nolo.
(22:16) Se uno seduce una fanciulla non ancora fidanzata e si giace con lei, dovrà pagare la sua dote e prenderla per moglie.
(22:17) Se il padre di lei rifiuta del tutto di dargliela, paghi la somma che si suol dare per le fanciulle.
(22:18) Non lascerai vivere la strega.
(22:19) Chi s'accoppia con una bestia dovrà esser messo a morte.
(22:20) Chi offre sacrifizi ad
altri dèi, fuori che a
solo, sarà sterminato come anatema.
(22:21) Non maltratterai lo straniero e non l'opprimerai; perché anche voi foste stranieri nel paese di Mitzráim.
(22:22) Non affliggerete alcuna vedova, né alcun orfano.
(22:23) Se in qualche modo li affliggi, ed essi gridano a me, io udrò senza dubbio il loro grido;
(22:24) la mia ira s'accenderà, e io vi ucciderò con la spada; e le vostre mogli saranno vedove, e i vostri figliuoli orfani.
(22:25) Se tu presti del danaro a qualcuno del mio popolo, al povero ch'è teco, non lo tratterai da usuraio; non gl'imporrai interesse.
(22:26) Se prendi in pegno il vestito del tuo prossimo, glielo renderai prima che tramonti il sole;
(22:27) perché esso è l'unica sua coperta, è la veste con cui si avvolge il corpo. Su che dormirebb'egli? E se avverrà ch'egli gridi a me, io l'udrò; perché sono misericordioso.
(22:28) Non bestemmierai contro Elohim, e non maledirai il principe del tuo popolo.
(22:29) Non indugerai a offrirmi il tributo dell'abbondanza delle tue raccolte e di ciò che cola dai tuoi strettoi. Mi darai il primogenito de' tuoi figliuoli.
(22:30) Lo stesso farai del tuo grosso e del tuo minuto bestiame: il loro primo parto rimarrà sette giorni presso la madre; l'ottavo giorno, me lo darai.
(22:31) Voi mi sarete degli uomini santi; non mangerete carne di bestia trovata sbranata nei campi; gettatela ai cani.
(23:1) Non spargere alcuna voce calunniosa e non tener di mano all'empio nell'attestare il falso.
(23:2) Non andar dietro alla folla per fare il male; e non deporre in giudizio schierandoti dalla parte dei più per pervertire la giustizia.
(23:3) Parimente non favorire il povero nel suo processo.
(23:4) Se incontri il bue del tuo nemico o il suo asino smarrito, non mancare di ricondurglielo.
(23:5) Se vedi l'asino di colui che t'odia steso a terra sotto il carico, guardati bene dall'abbandonarlo, ma aiuta il suo padrone a scaricarlo.
(23:6) Non violare il diritto del povero del tuo popolo nel suo processo.
(23:7) Rifuggi da ogni parola bugiarda; e non far morire l'innocente e il giusto; perché io non assolverò il malvagio.
(23:8) Non accettar presenti; perché il presente acceca quelli che ci veggon chiaro, e perverte le parole dei giusti.
(23:9) Non opprimere lo straniero; voi lo conoscete l'animo dello straniero, giacché siete stati stranieri nel paese di Mitzráim.
(23:10) Per sei anni seminerai la tua terra e ne raccoglierai i frutti;
(23:11) ma il settimo anno la lascerai riposare e rimanere incolta; i poveri del tuo popolo ne godranno, e le bestie della campagna mangeranno quel che rimarrà. Lo stesso farai della tua vigna e de' tuoi ulivi.
(23:12) Per sei giorni farai il tuo lavoro; ma il settimo giorno ti riposerai, affinché il tuo bue e il tuo asino possano riposarsi, e il figliuolo della tua serva e il forestiero possano riprender fiato.
(23:13) Porrete ben mente a tutte le cose che io vi ho dette, e non pronunzierete il nome di dèi stranieri: non lo si oda uscire dalla vostra bocca.
(23:14) Tre volte all'anno mi celebrerai una festa.
(23:15) Osserverai la festa degli azzimi. Per sette giorni mangerai pane senza lievito, come te l'ho ordinato, al tempo stabilito del mese di Abib, perché in quel mese tu uscisti dal paese di Mitzráim; e nessuno comparirà dinanzi a me a mani vuote.
(23:16) Osserverai la festa della mietitura, delle primizie del tuo lavoro, di quello che avrai seminato nei campi; e la festa della raccolta, alla fine dell'anno, quando avrai raccolto dai campi i frutti del tuo lavoro.
(23:17) Tre volte all'anno tutti i
maschi compariranno davanti al Signore,
.
(23:18) Non offrirai il sangue della mia vittima insieme con pane lievitato; e il grasso dei sacrifizi della mia festa non sarà serbato durante la notte fino al mattino.
(23:19) Porterai alla casa de
,
ch'è il tuo Elohim, le primizie de' primi frutti della terra. Non
farai cuocere il capretto nel latte di sua madre.
(23:20) Ecco, io mando un angelo davanti a te per proteggerti per via, e per introdurti nel luogo che ho preparato.
(23:21) Sii guardingo in sua presenza, e ubbidisci alla sua voce; non ti ribellare a lui, perch'egli non perdonerà le vostre trasgressioni; poiché il mio nome è in lui.
(23:22) Ma se ubbidisci fedelmente alla sua voce e fai tutto quello che ti dirò, io sarò il nemico de' tuoi nemici, l'avversario dei tuoi avversari;
(23:23) poiché il mio angelo andrà innanzi a te e t'introdurrà nel paese degli Amorím, degli Hittím, dei Ferezím, dei Cananím, degli Hivvei e dei Gebusím, e li sterminerò.
(23:24) Tu non ti prostrerai davanti ai loro dèi, e non servirai loro. Non farai quello ch'essi fanno; ma distruggerai interamente quegli dèi e spezzerai le loro colonne.
(23:25) Servirete a
, ch'è il
vostro Elohim, ed egli benedirà il tuo pane e la tua acqua; ed io
allontanerò la malattia di mezzo a te.
(23:26) Nel tuo paese non ci sarà donna che abortisca, né donna sterile. Io farò completo il numero de' tuoi giorni.
(23:27) Io manderò davanti a te il mio terrore, e metterò in rotta ogni popolo presso il quale arriverai, e farò voltar le spalle dinanzi a te a tutti i tuoi nemici.
(23:28) E manderò davanti a te i calabroni, che scacceranno gli Hivvei, i Cananím e gli Hittím dal tuo cospetto.
(23:29) Non li scaccerò dal tuo cospetto in un anno, affinché il paese non diventi un deserto, e le bestie de' campi non si moltiplichino contro di te.
(23:30) Li scaccerò dal tuo cospetto a poco a poco, finché tu cresca di numero e possa prender possesso del paese.
(23:31) E fisserò i tuoi confini dal mar Rosso al mar de' Filistei, e dal deserto sino al fiume; poiché io vi darò nelle mani gli abitanti del paese; e tu li scaccerai d'innanzi a te.
(23:32) Non farai alleanza di sorta con loro, né coi loro dèi.
(23:33) Non dovranno abitare nel tuo paese, perché non t'inducano a peccare contro di me: tu serviresti ai loro dèi, e questo ti sarebbe un laccio'.
(24:1) Poi
Elohim disse a Moscè: 'Sali a
tu ed Aharón, Nadab e Abihu e
settanta degli anziani d'Israel, e adorate da lungi;
(24:2) poi Moscè solo s'accosterà a
; ma gli altri non s'accosteranno, né salirà il popolo con lui'.
(24:3) E Moscè venne e riferì al
popolo tutte le parole de
e tutte le leggi. E tutto il popolo
rispose ad una voce e disse: 'Noi faremo tutte le cose che
ha
dette'.
(24:4) Poi Moscè scrisse tutte le
parole de
; e, levatosi di buon'ora la mattina, eresse appiè del
monte un altare e dodici pietre per le dodici tribù d'Israel.
(24:5) E mandò dei giovani tra i
figliuoli d'Israel a offrire olocausti e a immolare giovenchi come
sacrifizi di azioni di grazie a
.
(24:6) E Moscè prese la metà del sangue e lo mise in bacini; e l'altra metà la sparse sull'altare.
(24:7) Poi prese il libro del patto
e lo lesse in presenza del popolo, il quale disse: 'Noi faremo tutto
quello che
ha detto, e ubbidiremo'.
(24:8) Allora Moscè prese il
sangue, ne asperse il popolo e disse: 'Ecco il sangue del patto che
ha fatto con voi sul fondamento di tutte queste parole'.
(24:9) Poi Moscè ed Aharón, Nadab e Abihu e settanta degli anziani d'Israel salirono,
(24:10) e videro l'Elohim d'Israel. Sotto i suoi piedi c'era come un pavimento lavorato in trasparente zaffiro, e simile, per limpidezza, al cielo stesso.
(24:11) Ed egli non mise la mano addosso a quegli eletti tra i figliuoli d'Israel; ma essi videro Elohim, e mangiarono e bevvero.
(24:12) E
disse a Moscè: 'Sali
da me sul monte, e fermati quivi; e io ti darò delle tavole di
pietra, la legge e i comandamenti che ho scritti, perché siano
insegnati ai figliuoli d'Israel'.
(24:13) Moscè dunque si levò con Iahushúa suo ministro; e Moscè salì sul monte di Elohim.
(24:14) E disse agli anziani: 'Aspettateci qui, finché torniamo a voi. Ecco, Aharón e Hur sono con voi; chiunque abbia qualche affare si rivolga a loro'.
(24:15) Moscè dunque salì sul monte, e la nuvola ricoperse il monte.
(24:16) E la gloria de
rimase
sul monte Sinai e la nuvola lo coperse per sei giorni; e il settimo
giorno
chiamò Moscè di mezzo alla nuvola.
(24:17) E l'aspetto della gloria de
era agli occhi de' figliuoli d'Israel come un fuoco divorante
sulla cima del monte.
(24:18) E Moscè entrò in mezzo alla nuvola e salì sul monte; e Moscè rimase sul monte quaranta giorni e quaranta notti.
(25:1)
parlò a Moscè dicendo: 'Di' ai figliuoli d'Israel che mi facciano
un'offerta;
(25:2) accetterete l'offerta da ogni uomo che sarà disposto a farmela di cuore.
(25:3) E questa è l'offerta che accetterete da loro: oro, argento e rame;
(25:4) stoffe di color violaceo, porporino, scarlatto;
(25:5) lino fino e pel di capra; pelli di montone tinte in rosso, pelli di delfino e legno d'acacia;
(25:6) olio per il candelabro, aromi per l'olio della unzione e per il profumo odoroso;
(25:7) pietre di ònice e pietre da incastonare per l'efod e il pettorale.
(25:8) E mi facciano un santuario perch'io abiti in mezzo a loro.
(25:9) Me lo farete in tutto e per tutto secondo il modello del tabernacolo e secondo il modello di tutti i suoi arredi, che io sto per mostrarti.
(25:10) Faranno dunque un'arca di legno d'acacia; la sua lunghezza sarà di due cubiti e mezzo, la sua larghezza di un cubito e mezzo, e la sua altezza di un cubito e mezzo.
(25:11) La rivestirai d'oro puro; la rivestirai così di dentro e di fuori; e le farai al di sopra una ghirlanda d'oro, che giri intorno.
(25:12) Fonderai per essa quattro anelli d'oro, che metterai ai suoi quattro piedi: due anelli da un lato e due anelli dall'altro lato.
(25:13) Farai anche delle stanghe di legno d'acacia, e le rivestirai d'oro.
(25:14) E farai passare le stanghe per gli anelli ai lati dell'arca, perché servano a portarla.
(25:15) Le stanghe rimarranno negli anelli dell'arca; non ne saranno tratte fuori.
(25:16) E metterai nell'arca la testimonianza che ti darò.
(25:17) Farai anche un propiziatorio d'oro puro; la sua lunghezza sarà di due cubiti e mezzo, e la sua larghezza di un cubito e mezzo.
(25:18) E farai due Cherubim d'oro; li farai lavorati al martello, alle due estremità del propiziatorio;
(25:19) fa' un cherubino a una delle estremità, e un cherubino all'altra; farete che questi Cherubim escano dal propiziatorio alle due estremità.
(25:20) E i Cherubim avranno le ali spiegate in alto, in modo da coprire il propiziatorio con le loro ali; avranno la faccia vòlta l'uno verso l'altro; le facce dei Cherubim saranno vòlte verso il propiziatorio.
(25:21) E metterai il propiziatorio in alto, sopra l'arca; e nell'arca metterai la testimonianza che ti darò.
(25:22) Quivi io m'incontrerò teco; e di sul propiziatorio, di fra i due Cherubim che sono sull'arca della testimonianza, ti comunicherò tutti gli ordini che avrò da darti per i figliuoli d'Israel.
(25:23) Farai anche una tavola di legno d'acacia; la sua lunghezza sarà di due cubiti; la sua larghezza di un cubito, e la sua altezza di un cubito e mezzo.
(25:24) La rivestirai d'oro puro, e le farai una ghirlanda d'oro che le giri attorno.
(25:25) Le farai all'intorno una cornice alta quattro dita; e a questa cornice farai tutt'intorno una ghirlanda d'oro.
(25:26) Le farai pure quattro anelli d'oro, e metterai gli anelli ai quattro canti, ai quattro piedi della tavola.
(25:27) Gli anelli saranno vicinissimi alla cornice per farvi passare le stanghe destinate a portar la tavola.
(25:28) E le stanghe le farai di legno d'acacia, le rivestirai d'oro, e serviranno a portare la tavola.
(25:29) Farai pure i suoi piatti, le sue coppe, i suoi calici e le sue tazze da servire per le libazioni; li farai d'oro puro.
(25:30) E metterai sulla tavola il pane della presentazione, che starà del continuo nel mio cospetto.
(25:31) Farai anche un candelabro d'oro puro; il candelabro, il suo piede e il suo tronco saranno lavorati al martello; i suoi calici, i suoi pomi e i suoi fiori saranno tutti d'un pezzo col candelabro.
(25:32) Gli usciranno sei bracci dai lati: tre bracci del candelabro da un lato e tre bracci del candelabro dall'altro;
(25:33) su l'uno dei bracci saranno tre calici in forma di mandorla, con un pomo e un fiore; e sull'altro braccio, tre calici in forma di mandorla, con un pomo e un fiore. Lo stesso per i sei bracci uscenti dal candelabro.
(25:34) Nel tronco del candelabro ci saranno poi quattro calici in forma di mandorla, coi loro pomi e i loro fiori.
(25:35) Ci sarà un pomo sotto i due primi bracci che partono dal candelabro; un pomo sotto i due seguenti bracci, e un pomo sotto i due ultimi bracci che partono dal candelabro: così per i sei bracci uscenti dal candelabro.
(25:36) Questi pomi e questi bracci saranno tutti d'un pezzo col candelabro; il tutto sarà d'oro fino lavorato al martello.
(25:37) Farai pure le sue lampade, in numero di sette; e le sue lampade si accenderanno in modo che la luce rischiari il davanti del candelabro.
(25:38) E i suoi smoccolatoi e i suoi porta smoccolature saranno d'oro puro.
(25:39) Per fare il candelabro con tutti questi suoi utensili s'impiegherà un talento d'oro puro.
(25:40) E vedi di fare ogni cosa secondo il modello che t'è stato mostrato sul monte.
(26:1) Farai poi il tabernacolo di dieci teli di lino fino ritorto, di filo color violaceo, porporino e scarlatto, con dei Cherubim artisticamente lavorati.
(26:2) La lunghezza d'ogni telo sarà di ventotto cubiti, e la larghezza d'ogni telo di quattro cubiti; tutti i teli saranno d'una stessa misura.
(26:3) Cinque teli saranno uniti assieme, e gli altri cinque teli saran pure uniti assieme.
(26:4) Farai de' nastri di color violaceo all'orlo del telo ch'è all'estremità della prima serie; e lo stesso farai all'orlo del telo ch'è all'estremità della seconda serie.
(26:5) Metterai cinquanta nastri al primo telo, e metterai cinquanta nastri all'orlo del telo ch'è all'estremità della seconda serie di teli: i nastri si corrisponderanno l'uno all'altro.
(26:6) E farai cinquanta fermagli d'oro, e unirai i teli l'uno all'altro mediante i fermagli, perché il tabernacolo formi un tutto.
(26:7) Farai pure dei teli, di pel di capra, per servir da tenda per coprire il tabernacolo: di questi teli ne farai undici.
(26:8) La lunghezza d'ogni telo sarà di trenta cubiti, e la larghezza d'ogni telo, di quattro cubiti; gli undici teli avranno la stessa misura.
(26:9) Unirai assieme, da sé, cinque di questi teli, e unirai da sé gli altri sei, e addoppierai il sesto sulla parte anteriore della tenda.
(26:10) E metterai cinquanta nastri all'orlo del telo ch'è all'estremità della prima serie, e cinquanta nastri all'orlo del telo ch'è all'estremità della seconda serie di teli.
(26:11) E farai cinquanta fermagli di rame, e farai entrare i fermagli nei nastri e unirai così la tenda, in modo che formi un tutto.
(26:12) Quanto alla parte che rimane di soprappiù dei teli della tenda, la metà del telo di soprappiù ricadrà sulla parte posteriore del tabernacolo;
(26:13) e il cubito da una parte e il cubito dall'altra parte che saranno di soprappiù nella lunghezza dei teli della tenda, ricadranno sui due lati del tabernacolo, di qua e di là, per coprirlo.
(26:14) Farai pure per la tenda una coperta di pelli di montone tinte di rosso, e sopra questa un'altra coperta di pelli di delfino.
(26:15) Farai per il tabernacolo delle assi di legno d'acacia, messe per ritto.
(26:16) La lunghezza d'un'asse sarà di dieci cubiti, e la larghezza d'un'asse, di un cubito e mezzo.
(26:17) Ogni asse avrà due incastri paralleli; farai così per tutte le assi del tabernacolo.
(26:18) Farai dunque le assi per il tabernacolo: venti assi dal lato meridionale, verso il sud.
(26:19) Metterai quaranta basi d'argento sotto le venti assi: due basi sotto ciascun'asse per i suoi due incastri.
(26:20) E farai venti assi per il secondo lato del tabernacolo, il lato di nord,
(26:21) e le loro quaranta basi d'argento: due basi sotto ciascun'asse.
(26:22) E per la parte posteriore del tabernacolo, verso occidente, farai sei assi.
(26:23) Farai pure due assi per gli angoli del tabernacolo, dalla parte posteriore.
(26:24) Queste saranno doppie dal basso in su, e al tempo stesso formeranno un tutto fino in cima, fino al primo anello. Così sarà per ambedue le assi, che saranno ai due angoli.
(26:25) Vi saranno dunque otto assi, con le loro basi d'argento: sedici basi: due basi sotto ciascun'asse.
(26:26) Farai anche delle traverse di legno d'acacia: cinque, per le assi di un lato del tabernacolo;
(26:27) cinque traverse per le assi dell'altro lato del tabernacolo, e cinque traverse per le assi della parte posteriore del tabernacolo, a occidente.
(26:28) La traversa di mezzo, in mezzo alle assi, passerà da una parte all'altra.
(26:29) E rivestirai d'oro le assi, e farai d'oro i loro anelli per i quali passeranno le traverse, e rivestirai d'oro le traverse.
(26:30) Erigerai il tabernacolo secondo la forma esatta che te n'è stata mostrata sul monte.
(26:31) Farai un velo di filo violaceo, porporino, scarlatto, e di lino fino ritorto con de' Cherubim artisticamente lavorati,
(26:32) e lo sospenderai a quattro colonne di acacia, rivestite d'oro, che avranno i chiodi d'oro e poseranno su basi d'argento.
(26:33) Metterai il velo sotto i fermagli; e quivi, al di là del velo, introdurrai l'arca della testimonianza; quel velo sarà per voi la separazione del luogo qódesh dal qódesh haqadashím.
(26:34) E metterai il propiziatorio sull'arca della testimonianza nel luogo qódesh haqadashím.
(26:35) E metterai la tavola fuori del velo, e il candelabro dirimpetto alla tavola dal lato meridionale del tabernacolo; e metterai la tavola dal lato di settentrione.
(26:36) Farai pure per l'ingresso della tenda una portiera di filo violaceo, porporino, scarlatto, e di lino fino ritorto, in lavoro di ricamo.
(26:37) E farai cinque colonne di acacia per sospendervi la portiera; le rivestirai d'oro, e avranno i chiodi d'oro e tu fonderai per esse cinque basi di rame.
(27:1) Farai anche un altare di legno d'acacia, lungo cinque cubiti e largo cinque cubiti; l'altare sarà quadrato, e avrà tre cubiti d'altezza.
(27:2) Farai ai quattro angoli dei corni che spuntino dall'altare, il quale rivestirai di rame.
(27:3) Farai pure i suoi vasi per raccoglier le ceneri, le sue palette, i suoi bacini, i suoi forchettoni e i suoi bracieri; tutti i suoi utensili li farai di rame.
(27:4) E gli farai una gratella di rame in forma di rete; e sopra la rete, ai suoi quattro canti, farai quattro anelli di rame;
(27:5) e la porrai sotto la cornice dell'altare, nella parte inferiore, in modo che la rete raggiunga la metà dell'altezza dell'altare.
(27:6) Farai anche delle stanghe per l'altare: delle stanghe di legno d'acacia, e le rivestirai di rame.
(27:7) E si faran passare le stanghe per gli anelli; e le stanghe saranno ai due lati dell'altare, quando lo si dovrà portare.
(27:8) Lo farai di tavole, vuoto; dovrà esser fatto, conforme ti è stato mostrato sul monte.
(27:9) Farai anche il cortile del tabernacolo; dal lato meridionale, ci saranno, per formare il cortile, delle cortine di lino fino ritorto, per una lunghezza di cento cubiti, per un lato.
(27:10) Questo lato avrà venti colonne con le loro venti basi di rame; i chiodi e le aste delle colonne saranno d'argento.
(27:11) Così pure per il lato di settentrione, per lungo, ci saranno delle cortine lunghe cento cubiti, con venti colonne e le loro venti basi di rame; i chiodi e le aste delle colonne saranno d'argento.
(27:12) E per largo, dal lato d'occidente, il cortile avrà cinquanta cubiti di cortine, con dieci colonne e le loro dieci basi.
(27:13) E per largo, sul davanti, dal lato orientale il cortile avrà cinquanta cubiti.
(27:14) Da uno dei lati dell'ingresso ci saranno quindici cubiti di cortine, con tre colonne e le loro tre basi;
(27:15) e dall'altro lato pure ci saranno quindici cubiti di cortine, con tre colonne e le loro tre basi.
(27:16) Per l'ingresso del cortile ci sarà una portiera di venti cubiti, di filo violaceo, porporino, scarlatto, e di lino fino ritorto, in lavoro di ricamo, con quattro colonne e le loro quattro basi.
(27:17) Tutte le colonne attorno al cortile saran congiunte con delle aste d'argento; i loro chiodi saranno d'argento, e le loro basi di rame.
(27:18) La lunghezza del cortile sarà di cento cubiti; la larghezza, di cinquanta da ciascun lato; e l'altezza, di cinque cubiti; le cortine saranno di lino fino ritorto, e le basi delle colonne, di rame.
(27:19) Tutti gli utensili destinati al servizio del tabernacolo, tutti i suoi piuoli e tutti i piuoli del cortile saranno di rame.
(27:20) Ordinerai ai figliuoli d'Israel che ti portino dell'olio d'uliva puro, vergine, per il candelabro, per tener le lampade continuamente accese.
(27:21) Nella tenda di convegno,
fuori del velo che sta davanti alla testimonianza, Aharón e i suoi
figliuoli lo prepareranno perché le lampade ardano dalla sera al
mattino davanti a
. Questa sarà una regola perpetua per i loro
discendenti, da essere osservata dai figliuoli d'Israel.
(28:1) E tu fa' accostare a te, di tra i figliuoli d'Israel, Aharón tuo fratello e i suoi figliuoli con lui perché mi esercitino l'ufficio di sacerdoti: Aharón, Nadab, Abihu, Eleazar e Ithamar, figliuoli d'Aharón.
(28:2) E farai ad Aharón, tuo fratello, dei paramenti sacri, come insegne della loro dignità e come ornamento.
(28:3) Parlerai a tutti gli uomini intelligenti, i quali io ho ripieni di spirito di sapienza, ed essi faranno i paramenti d'Aharón per consacrarlo, onde mi eserciti l'ufficio di sacerdote.
(28:4) E questi sono i paramenti che faranno: un pettorale, un efod, un manto, una tunica lavorata a maglia, una mitra e una cintura. Faranno dunque de' paramenti sacri per Aharón tuo fratello e per i suoi figliuoli, affinché mi esercitino l'ufficio di sacerdoti;
(28:5) e si serviranno d'oro, di filo violaceo, porporino, scarlatto, e di lino fino.
(28:6) Faranno l'efod d'oro, di filo violaceo, porporino, scarlatto e di lino fino ritorto, lavorato artisticamente.
(28:7) Esso avrà alle due estremità due spallette, che si uniranno, in guisa ch'esso si terrà bene insieme.
(28:8) E la cintura artistica che è sull'efod per fissarlo, sarà del medesimo lavoro dell'efod, e tutto d'un pezzo con esso; sarà d'oro, di filo color violaceo, porporino, scarlatto, e di lino fino ritorto.
(28:9) E prenderai due pietre d'ònice e v'inciderai su i nomi dei figliuoli d'Israel:
(28:10) sei de' loro nomi sopra una pietra, e gli altri sei nomi sopra la seconda pietra, secondo il loro ordine di nascita.
(28:11) Inciderai su queste due pietre i nomi de' figliuoli d'Israel come fa il lapidario, come s'incide un sigillo; le farai incastrare in castoni d'oro.
(28:12) Metterai le due pietre
sulle spallette dell'efod, come pietre di ricordanza per i figliuoli
d'Israel; e Aharón porterà i loro nomi davanti a
sulle sue due
spalle, per ricordanza.
(28:13) E farai de' castoni d'oro,
(28:14) e due catenelle d'oro puro che intreccerai a mo' di cordone, e metterai ne' castoni le catenelle così intrecciate.
(28:15) Farai pure il pettorale del giudizio, artisticamente lavorato; lo farai come il lavoro dell'efod: d'oro, di filo violaceo, porporino, scarlatto, e di lino fino ritorto.
(28:16) Sarà quadrato e doppio; avrà la lunghezza d'una spanna, e una spanna di larghezza.
(28:17) E v'incastonerai un fornimento di pietre: quattro ordini di pietre; nel primo ordine sarà un sardonio, un topazio e uno smeraldo;
(28:18) nel secondo ordine, un rubino, uno zaffiro, un calcedonio;
(28:19) nel terzo ordine, un'opale, un'agata, un'ametista;
(28:20) nel quarto ordine, un grisolito, un'ònice e un diaspro. Queste pietre saranno incastrate nei loro castoni d'oro.
(28:21) E le pietre corrisponderanno ai nomi dei figliuoli d'Israel, e saranno dodici, secondo i loro nomi; saranno incise come de' sigilli, ciascuna col nome d'una delle tribù d'Israel.
(28:22) Farai pure sul pettorale delle catenelle d'oro puro, intrecciate a mo' di cordoni.
(28:23) Poi farai sul pettorale due anelli d'oro, e metterai i due anelli alle due estremità del pettorale.
(28:24) Fisserai i due cordoni d'oro ai due anelli alle estremità del pettorale;
(28:25) e attaccherai gli altri due capi dei due cordoni ai due castoni, e li metterai sulle due spallette dell'efod, sul davanti.
(28:26) E farai due anelli d'oro, e li metterai alle altre due estremità del pettorale, sull'orlo interiore vòlto verso l'efod.
(28:27) Farai due altri anelli d'oro, e li metterai alle due spallette dell'efod, in basso, sul davanti, vicino al punto dove avviene la giuntura, al disopra della cintura artistica dell'efod.
(28:28) E si fisserà il pettorale mediante i suoi anelli agli anelli dell'efod con un cordone violaceo, affinché il pettorale sia al di sopra della cintura artistica dell'efod, e non si possa staccare dall'efod.
(28:29) Così Aharón porterà i nomi
de' figliuoli d'Israel incisi nel pettorale del giudizio, sul suo
cuore, quando entrerà nel santuario, per conservarne del continuo la
ricordanza dinanzi a
.
(28:30) Metterai sul pettorale del
giudizio l'Urim e il Thummim; e staranno sul cuore d'Aharón
quand'egli si presenterà davanti a
. Così Aharón porterà il
giudizio de' figliuoli d'Israel sul suo cuore, davanti a
, del
continuo.
(28:31) Farai anche il manto dell'efod, tutto di color violaceo.
(28:32) Esso avrà, in mezzo, un'apertura per passarvi il capo; e l'apertura avrà all'intorno un'orlatura tessuta, come l'apertura d'una corazza, perché non si strappi.
(28:33) All'orlo inferiore del manto, tutt'all'intorno, farai delle melagrane di color violaceo, porporino e scarlatto; e in mezzo ad esse, d'ogn'intorno, porrai de' sonagli d'oro:
(28:34) un sonaglio d'oro e una melagrana, un sonaglio d'oro e una melagrana, sull'orlatura del manto, tutt'all'intorno.
(28:35) Aharón se lo metterà per
fare il servizio; quand'egli entrerà nel luogo qódesh dinanzi a
e quando ne uscirà, s'udrà il suono, ed egli non morrà.
(28:36) Farai anche una lamina
d'oro puro, e sovr'essa inciderai, come s'incide sopra un sigillo:
SANTO A
.
(28:37) La fisserai ad un nastro violaceo sulla mitra, e starà sul davanti della mitra.
(28:38) Starà sulla fronte
d'Aharón, e Aharón porterà le iniquità commesse dai figliuoli
d'Israel nelle cose sante che consacreranno, in ogni genere di sante
offerte; ed essa starà continuamente sulla fronte di lui, per
renderli graditi nel cospetto de
.
(28:39) Farai pure la tunica di lino fino, lavorata a maglia; farai una mitra di lino fino, e farai una cintura in lavoro di ricamo.
(28:40) E per i figliuoli d'Aharón farai delle tuniche, farai delle cinture, e farai delle tiare, come insegne della loro dignità e come ornamento.
(28:41) E ne vestirai Aharón, tuo fratello, e i suoi figliuoli con lui; e li ungerai, li consacrerai e li santificherai perché mi esercitino l'ufficio di sacerdoti.
(28:42) Farai anche loro delle brache di lino per coprire la loro nudità; esse andranno dai fianchi fino alle cosce.
(28:43) Aharón e i suoi figliuoli le porteranno quando entreranno nella tenda di convegno, o quando s'accosteranno all'altare per fare il servizio nel luogo qódesh, affinché non si rendano colpevoli e non muoiano. Questa è una regola perpetua per lui e per la sua progenie dopo di lui.
(29:1) Questo è quello che farai per consacrarli perché mi esercitino l'ufficio di sacerdoti.
(29:2) Prendi un giovenco e due montoni senza difetto, de' pani senza lievito, delle focacce senza lievito impastate con olio, e delle gallette senza lievito unte d'olio; tutte queste cose farai di fior di farina di grano.
(29:3) Le metterai in un paniere, e le offrirai nel paniere al tempo stesso del giovenco e de' due montoni.
(29:4) Farai avvicinare Aharón e i suoi figliuoli all'ingresso della tenda di convegno, e li laverai con acqua.
(29:5) Poi prenderai i paramenti, e vestirai Aharón della tunica, del manto dell'efod, dell'efod e del pettorale, e lo cingerai della cintura artistica dell'efod.
(29:6) Gli porrai in capo la mitra, e metterai sulla mitra il qadósh diadema.
(29:7) Poi prenderai l'olio dell'unzione, glielo spanderai sul capo, e l'ungerai.
(29:8) Farai quindi accostare i suoi figliuoli, e li vestirai delle tuniche.
(29:9) Cingerai Aharón e i suoi figliuoli con delle cinture, e assicurerai sul loro capo delle tiare; e il sacerdozio apparterrà loro per legge perpetua. Così consacrerai Aharón e i suoi figliuoli.
(29:10) Poi farai accostare il giovenco davanti alla tenda di convegno; e Aharón e i suoi figliuoli poseranno le mani sul capo del giovenco.
(29:11) E scannerai il giovenco
davanti a
, all'ingresso della tenda di convegno.
(29:12) E prenderai del sangue del giovenco, e ne metterai col dito sui corni dell'altare, e spanderai tutto il sangue appiè dell'altare.
(29:13) Prenderai pure tutto il grasso che copre le interiora, la rete ch'è sopra il fegato, i due arnioni e il grasso che v'è sopra, e farai fumar tutto sull'altare.
(29:14) Ma la carne del giovenco, la sua pelle e i suoi escrementi li brucerai col fuoco fuori del campo: è un sacrifizio per il peccato.
(29:15) Poi prenderai uno de' montoni; e Aharón e i suoi figliuoli poseranno le loro mani sul capo del montone.
(29:16) E scannerai il montone, ne prenderai il sangue, e lo spanderai sull'altare, tutto all'intorno.
(29:17) Poi farai a pezzi il montone, laverai le sue interiora e le sue gambe, e le metterai sui pezzi e sulla sua testa.
(29:18) E farai fumare tutto il
montone sull'altare: è un olocausto a
; è un sacrifizio di soave
odore fatto mediante il fuoco a
.
(29:19) Poi prenderai l'altro montone, e Aharón e i suoi figliuoli poseranno le loro mani sul capo del montone.
(29:20) Scannerai il montone, prenderai del suo sangue e lo metterai sull'estremità dell'orecchio destro d'Aharón e sull'estremità dell'orecchio destro de' suoi figliuoli, e sul pollice della loro man destra e sul dito grosso del loro piè destro, e spanderai il sangue sull'altare, tutto all'intorno.
(29:21) E prenderai del sangue che è sull'altare, e dell'olio dell'unzione, e ne aspergerai Aharón e i suoi paramenti, e i suoi figliuoli e i paramenti de' suoi figliuoli con lui. Così saranno consacrati lui, i suoi paramenti, i suoi figliuoli e i loro paramenti con lui.
(29:22) Prenderai pure il grasso del montone, la coda, il grasso che copre le interiora, la rete del fegato, i due arnioni e il grasso che v'è sopra e la coscia destra, perché è un montone di consacrazione;
(29:23) prenderai anche un pane,
una focaccia oliata e una galletta dal paniere degli azzimi che è
davanti a
;
(29:24) e porrai tutte queste cose
sulle palme delle mani d'Aharón e sulle palme delle mani de' suoi
figliuoli, e le agiterai come offerta agitata davanti a
.
(29:25) Poi le prenderai dalle loro
mani e le farai fumare sull'altare sopra l'olocausto, come un
profumo soave davanti a
; è un sacrifizio fatto mediante il
fuoco a
.
(29:26) E prenderai il petto del
montone che avrà servito alla consacrazione d'Aharón, e lo agiterai
come offerta agitata davanti a
; e questa sarà la tua parte.
(29:27) E consacrerai, di ciò che spetta ad Aharón e ai suoi figliuoli, il petto dell'offerta agitata e la coscia dell'offerta elevata: vale a dire, ciò che del montone della consacrazione sarà stato agitato ed elevato;
(29:28) esso apparterrà ad Aharón e
ai suoi figliuoli, per legge perpetua da osservarsi dai figliuoli
d'Israel: poiché è un'offerta fatta per elevazione. Sarà un'offerta
fatta per elevazione dai figliuoli d'Israel nei loro sacrifizi di
azioni di grazie: la loro offerta per elevazione sarà per
.
(29:29) E i paramenti sacri di Aharón saranno, dopo di lui, per i suoi figliuoli, che se li metteranno all'atto della loro unzione e della loro consacrazione.
(29:30) Quello de' suoi figliuoli che gli succederà nel sacerdozio, li indosserà per sette giorni quando entrerà nella tenda di convegno per fare il servizio nel luogo qódesh.
(29:31) Poi prenderai il montone della consacrazione, e ne farai cuocere la carne in un luogo qódesh;
(29:32) e Aharón, e i suoi figliuoli mangeranno, all'ingresso della tenda di convegno, la carne del montone e il pane che sarà nel paniere.
(29:33) Mangeranno le cose che avranno servito a fare l'espiazione per consacrarli e santificarli; ma nessun estraneo ne mangerà, perché son cose sante.
(29:34) E se rimarrà della carne della consacrazione o del pane fino alla mattina dopo, brucerai quel resto col fuoco; non lo si mangerà, perché è cosa qadósh.
(29:35) Eseguirai dunque, riguardo ad Aharón e ai suoi figliuoli, tutto quello che ti ho ordinato: li consacrerai durante sette giorni.
(29:36) E ogni giorno offrirai un giovenco, come sacrifizio per il peccato, per fare l'espiazione; purificherai l'altare mediante questa tua espiazione, e l'ungerai per consacrarlo.
(29:37) Per sette giorni farai l'espiazione dell'altare, e lo santificherai; e l'altare sarà qódesh haqadashím: tutto ciò che toccherà l'altare sarà qadósh.
(29:38) Or questo è ciò che offrirai sull'altare: due agnelli d'un anno, ogni giorno, del continuo.
(29:39) Uno degli agnelli l'offrirai la mattina; e l'altro l'offrirai sull'imbrunire.
(29:40) Col primo agnello offrirai la decima parte di un efa di fior di farina impastata con la quarta parte di un hin d'olio vergine, e una libazione di un quarto di hin di vino.
(29:41) Il secondo agnello
l'offrirai sull'imbrunire; l'accompagnerai con la stessa oblazione e
con la stessa libazione della mattina; è un sacrifizio di profumo
soave offerto mediante il fuoco a
.
(29:42) Sarà un olocausto perpetuo
offerto dai vostri discendenti, all'ingresso della tenda di
convegno, davanti a
, dove io v'incontrerò per parlar quivi con
te.
(29:43) E là io mi troverò coi figliuoli d'Israel; e la tenda sarà santificata dalla mia gloria.
(29:44) E santificherò la tenda di convegno e l'altare; anche Aharón e i suoi figliuoli santificherò, perché mi esercitino l'ufficio di sacerdoti.
(29:45) E dimorerò in mezzo ai figliuoli d'Israel e sarò il loro Elohim.
(29:46) Ed essi conosceranno che io
sono
, l'Elohim loro, che li ho tratti dal paese di Mitzráim per
dimorare tra loro. Io sono
, l'Elohim loro.
(30:1) Farai pure un altare per bruciarvi su il profumo: lo farai di legno d'acacia.
(30:2) La sua lunghezza sarà di un cubito; e la sua larghezza, di un cubito; sarà quadro, e avrà un'altezza di due cubiti; i suoi corni saranno tutti d'un pezzo con esso.
(30:3) Lo rivestirai d'oro puro: il disopra, i suoi lati tutt'intorno, i suoi corni; e gli farai una ghirlanda d'oro che gli giri attorno.
(30:4) E gli farai due anelli d'oro, sotto la ghirlanda, ai suoi due lati; li metterai ai suoi due lati, per passarvi le stanghe che serviranno a portarlo.
(30:5) Farai le stanghe di legno d'acacia, e le rivestirai d'oro.
(30:6) E collocherai l'altare davanti al velo ch'è dinanzi all'arca della testimonianza, di faccia al propiziatorio che sta sopra la testimonianza, dove io mi ritroverò con te.
(30:7) E Aharón vi brucerà su del profumo fragrante; lo brucerà ogni mattina, quando acconcerà le lampade;
(30:8) e quando Aharón accenderà le
lampade sull'imbrunire, lo farà bruciare come un profumo perpetuo
davanti a
, di generazione in generazione.
(30:9) Non offrirete sovr'esso né profumo straniero, né olocausto, né oblazione; e non vi farete libazione.
(30:10) E Aharón farà una volta
all'anno l'espiazione sui corni d'esso; col sangue del sacrifizio
d'espiazione per il peccato vi farà l'espiazione una volta l'anno,
di generazione in generazione. Sarà cosa santissima, sacra a
'.
(30:11)
parlò ancora a Moscè,
dicendo:
(30:12) 'Quando farai il conto de'
figliuoli d'Israel, facendone il censimento, ognun d'essi darà a
il riscatto della propria persona, quando saranno contati; onde
non siano colpiti da qualche piaga, allorché farai il loro
censimento.
(30:13) Daranno questo: chiunque
sarà compreso nel censimento darà un mezzo siclo, secondo il siclo
del santuario, che è di venti ghere: un mezzo siclo sarà l'offerta
da fare a
.
(30:14) Ognuno che sarà compreso
nel censimento, dai venti anni in su, darà quest'offerta a
.
(30:15) Il ricco non darà di più,
né il povero darà meno del mezzo siclo, quando si farà quest'offerta
a
per il riscatto delle vostre persone.
(30:16) Prenderai dunque dai
figliuoli d'Israel questo danaro del riscatto e lo adoprerai per il
servizio della tenda di convegno: sarà per i figliuoli d'Israel una
ricordanza dinanzi a
per fare il riscatto delle vostre
persone'.
(30:17)
parlò ancora a Moscè,
dicendo:
(30:18) 'Farai pure una conca di rame, con la sua base di rame, per le abluzioni; la porrai fra la tenda di convegno e l'altare, e ci metterai dell'acqua.
(30:19) E Aharón e i suoi figliuoli vi si laveranno le mani e i piedi.
(30:20) Quando entreranno nella
tenda di convegno, si laveranno con acqua, onde non abbiano a
morire; così pure quando si accosteranno all'altare per fare il
servizio, per far fumare un'offerta fatta a
mediante il fuoco.
(30:21) Si laveranno le mani e i piedi, onde non abbiano a morire. Questa sarà una norma perpetua per loro, per Aharón e per la sua progenie, di generazione in generazione'.
(30:22)
parlò ancora a Moscè,
dicendo:
(30:23) 'Prenditi anche de' migliori aromi: di mirra vergine, cinquecento sicli; di cinnamomo aromatico, la metà, cioè duecentocinquanta; di canna aromatica, pure duecentocinquanta:
(30:24) di cassia, cinquecento, secondo il siclo del santuario; e un hin d'olio d'oliva.
(30:25) E ne farai un olio per l'unzione sacra, un profumo composto con arte di profumiere: sarà l'olio per l'unzione sacra.
(30:26) E con esso ungerai la tenda di convegno e l'arca della testimonianza,
(30:27) la tavola e tutti i suoi utensili, il candelabro e i suoi utensili, l'altare dei profumi,
(30:28) l'altare degli olocausti e tutti i suoi utensili, la conca e la sua base.
(30:29) Consacrerai così queste cose, e saranno santissime; tutto quello che le toccherà, sarà qadósh.
(30:30) E ungerai Aharón e i suoi figliuoli, e li consacrerai perché mi esercitino l'ufficio di sacerdoti.
(30:31) E parlerai ai figliuoli d'Israel, dicendo: Quest'olio mi sarà un olio di sacra unzione, di generazione in generazione.
(30:32) Non lo si spanderà su carne d'uomo, e non ne farete altro di simile, della stessa composizione; esso è cosa qadósh, e sarà per voi cosa qadósh.
(30:33) Chiunque ne comporrà di simile, o chiunque ne metterà sopra un estraneo, sarà sterminato di fra il suo popolo'.
(30:34)
disse ancora a Moscè:
'Prenditi degli aromi, della resina, della conchiglia odorosa, del
galbano, degli aromi con incenso puro, in dosi uguali;
(30:35) e ne farai un profumo composto secondo l'arte del profumiere, salato, puro, qadósh;
(30:36) ne ridurrai una parte in minutissima polvere, e ne porrai davanti alla testimonianza nella tenda di convegno, dove io m'incontrerò con te: esso vi sarà cosa santissima.
(30:37) E del profumo che farai,
non ne farete della stessa composizione per uso vostro; ti sarà cosa
qadósh, consacrata a
.
(30:38) Chiunque ne farà di simile per odorarlo, sarà sterminato di fra il suo popolo'.
(31:1)
parlò ancora a Moscè, dicendo: 'Vedi, io ho chiamato per nome
Betsaleel,
(31:2) figliuolo di Uri, figliuolo di Hur, della tribù di Iehudah;
(31:3) e l'ho ripieno dello spirito di Elohim, di abilità, d'intelligenza e di sapere per ogni sorta di lavori,
(31:4) per concepire opere d'arte, per lavorar l'oro, l'argento e il rame,
(31:5) per incidere pietre da incastonare, per scolpire il legno, per eseguire ogni sorta di lavori.
(31:6) Ed ecco, gli ho dato per compagno Oholiab, figliuolo di Ahisamac, della tribù di Dan; e ho messo sapienza nella mente di tutti gli uomini abili, perché possan fare tutto quello che t'ho ordinato:
(31:7) la tenda di convegno, l'arca per la testimonianza, il propiziatorio che vi dovrà esser sopra, e tutti gli arredi della tenda; la tavola e i suoi utensili,
(31:8) il candelabro d'oro puro e tutti i suoi utensili,
(31:9) l'altare dei profumi, l'altare degli olocausti e tutti i suoi utensili, la conca e la sua base,
(31:10) i paramenti per le cerimonie, i paramenti sacri per il sacerdote Aharón e i paramenti dei suoi figliuoli per esercitare il sacerdozio,
(31:11) l'olio dell'unzione e il profumo fragrante per il luogo qódesh. Faranno tutto conformemente a quello che ho ordinato'.
(31:12)
parlò ancora a Moscè,
dicendo:
(31:13) 'Quanto a te, parla ai
figliuoli d'Israel e di' loro: Badate bene d'osservare i miei
sabati, perché il Shabáth è un segno fra me e voi per tutte le
vostre generazioni, affinché conosciate che io sono
che vi
santifica.
(31:14) Osserverete dunque il Shabáth, perché è per voi un giorno qadósh; chi lo profanerà dovrà esser messo a morte; chiunque farà in esso qualche lavoro sarà sterminato di fra il suo popolo.
(31:15) Si lavorerà sei giorni; ma
il settimo giorno è un Shabáth di solenne riposo, sacro a
;
chiunque farà qualche lavoro nel giorno del Shabáth dovrà esser
messo a morte.
(31:16) I figliuoli d'Israel quindi osserveranno il Shabáth, celebrandolo di generazione in generazione come un patto perpetuo.
(31:17) Esso è un segno perpetuo
fra me e i figliuoli d'Israel; poiché in sei giorni
fece i
cieli e la terra, e il settimo giorno cessò di lavorare, e si
riposò'.
(31:18) Quando
ebbe finito di
parlare con Moscè sul monte Sinai, gli dette le due tavole della
testimonianza, tavole di pietra, scritte col dito di Elohim.
(32:1) Or il popolo, vedendo che Moscè tardava a scender dal monte, si radunò intorno ad Aharón e gli disse: 'Orsù, facci un dio, che ci vada dinanzi; poiché, quanto a Moscè, a quest'uomo che ci ha tratto dal paese di Mitzráim, non sappiamo che ne sia stato'.
(32:2) E Aharón rispose loro: 'Staccate gli anelli d'oro che sono agli orecchi delle vostre mogli, dei vostri figliuoli e delle vostre figliuole, e portatemeli'.
(32:3) E tutto il popolo si staccò dagli orecchi gli anelli d'oro e li portò ad Aharón,
(32:4) il quale li prese dalle loro mani, e, dopo averne cesellato il modello, ne fece un vitello di getto. E quelli dissero: 'O Israel, questo è il tuo dio che ti ha tratto dal paese di Mitzráim!'
(32:5) Quando Aharón vide questo,
eresse un altare davanti ad esso, e fece un bando che diceva:
'Domani sarà festa in onore de
!'
(32:6) E l'indomani, quelli si levarono di buon'ora, offrirono olocausti e recarono de' sacrifizi di azioni di grazie; e il popolo si adagiò per mangiare e bere, e poi si alzò per divertirsi.
(32:7) E
disse a Moscè: 'Va',
scendi; perché il tuo popolo che hai tratto dal paese di Mitzráim,
s'è corrotto;
(32:8) si son presto sviati dalla strada ch'io avevo loro ordinato di seguire; si son fatti un vitello di getto, l'hanno adorato, gli hanno offerto sacrifizi, e hanno detto: O Israel, questo è il tuo dio che ti ha tratto dal paese di Mitzráim'.
(32:9)
disse ancora a Moscè:
'Ho considerato bene questo popolo; ecco, è un popolo di collo duro.
(32:10) Or dunque, lascia che la mia ira s'infiammi contro a loro, e ch'io li consumi! ma di te io farò una grande nazione'.
(32:11) Allora Moscè supplicò
,
il suo Elohim, e disse: 'Perché, o
, l'ira tua s'infiammerebbe
contro il tuo popolo che hai tratto dal paese di Mitzráim con gran
potenza e con mano forte?
(32:12) Perché direbbero gli Mitzrím: Egli li ha tratti fuori per far loro del male, per ucciderli su per le montagne e per sterminarli di sulla faccia della terra? Calma l'ardore della tua ira e pèntiti del male di cui minacci il tuo popolo.
(32:13) Ricordati d'Abraham, d'Itzac e d'Israel, tuoi servi, ai quali giurasti per te stesso, dicendo loro: Io moltiplicherò la vostra progenie come le stelle de' cieli; darò alla vostra progenie tutto questo paese di cui vi ho parlato, ed essa lo possederà in perpetuo'.
(32:14) E
si pentì del male
che avea detto di fare al suo popolo.
(32:15) Allora Moscè si voltò e scese dal monte con le due tavole della testimonianza nelle mani: tavole scritte d'ambo i lati, di qua e di là.
(32:16) Le tavole erano opera di Elohim, e la scrittura era scrittura di Elohim, incisa sulle tavole.
(32:17) Or Iahushúa, udendo il clamore del popolo che gridava, disse a Moscè: 'S'ode un fragore di battaglia nel campo'.
(32:18) E Moscè rispose: 'Questo non è né grido di vittoria, né grido di vinti; il clamore ch'io odo è di gente che canta'.
(32:19) E come fu vicino al campo, vide il vitello e le danze; e l'ira di Moscè s'infiammò, ed egli gettò dalle mani le tavole e le spezzò appiè del monte.
(32:20) Poi prese il vitello che quelli avean fatto, lo bruciò col fuoco, lo ridusse in polvere, sparse la polvere sull'acqua, e la fece bere ai figliuoli d'Israel.
(32:21) E Moscè disse ad Aharón: 'Che t'ha fatto questo popolo, che gli hai tirato addosso un sì gran peccato?'
(32:22) Aharón rispose: 'L'ira del mio signore non s'infiammi; tu conosci questo popolo, e sai ch'è inclinato al male.
(32:23) Essi m'hanno detto: Facci un dio che ci vada dinanzi; poiché, quanto a Moscè, a quest'uomo che ci ha tratti dal paese di Mitzráim, non sappiamo che ne sia stato.
(32:24) E io ho detto loro: Chi ha dell'oro se lo levi di dosso! Essi me l'hanno dato; io l'ho buttato nel fuoco, e n'è venuto fuori questo vitello'.
(32:25) Quando Moscè vide che il popolo era senza freno e che Aharón lo aveva lasciato sfrenarsi esponendolo all'obbrobrio de' suoi nemici,
(32:26) si fermò all'ingresso del
campo, e disse: 'Chiunque è per
, venga a me!' E tutti i
figliuoli di Levi si radunarono presso a lui.
(32:27) Ed egli disse loro: 'Così
dice
, l'Elohim d'Israel: Ognuno di voi si metta la spada al
fianco; passate e ripassate nel campo, da una porta all'altra
d'esso, e ciascuno uccida il fratello, ciascuno l'amico, ciascuno il
vicino!'
(32:28) I figliuoli di Levi eseguirono l'ordine di Moscè, e in quel giorno caddero circa tremila uomini.
(32:29) Or Moscè avea detto:
'Consacratevi oggi a
, anzi ciascuno si consacri a prezzo del
proprio figliuolo e del proprio fratello, onde
v'impartisca una
benedizione'.
(32:30) L'indomani Moscè disse al
popolo: 'Voi avete commesso un gran peccato; ma ora io salirò a
; forse otterrò che il vostro peccato vi sia perdonato'.
(32:31) Moscè dunque tornò a
e
disse: 'Ahimè, questo popolo ha commesso un gran peccato, e s'è
fatto un dio d'oro;
(32:32) nondimeno, perdona ora il loro peccato! Se no, deh, cancellami dal tuo libro che hai scritto!'
(32:33) E
rispose a Moscè:
'Colui che ha peccato contro di me, quello cancellerò dal mio libro!
(32:34) Or va', conduci il popolo dove t'ho detto. Ecco, il mio angelo andrà dinanzi a te; ma nel giorno che verrò a punire, io li punirò del loro peccato'.
(32:35) E
percosse il popolo,
perch'esso era l'autore del vitello che Aharón avea fatto.
(33:1)
disse a Moscè: 'Va' sali di qui, tu col popolo che hai tratto dal
paese di Mitzráim, verso il paese che promisi con giuramento ad
Abraham ad Itzac e a Iaqób, dicendo: Io lo darò alla tua progenie.
(33:2) Io manderò un angelo dinanzi a te, e caccerò i Cananím, gli Amorím, gli Hittím, i Ferezím, gli Hivvei e i Gebusím.
(33:3) Esso vi condurrà in un paese ove scorre il latte e il miele; poiché io non salirò in mezzo a te, perché sei un popolo di collo duro, ond'io non abbia a sterminarti per via'.
(33:4) Quando il popolo udì queste sinistre parole, fece cordoglio, e nessuno si mise i propri ornamenti.
(33:5) Infatti
avea detto a
Moscè: 'Di' ai figliuoli d'Israel: Voi siete un popolo di collo
duro; s'io salissi per un momento solo in mezzo a te, ti consumerei!
Or dunque, togliti i tuoi ornamenti, e vedrò com'io ti debba
trattare'.
(33:6) E i figliuoli d'Israel si spogliarono de' loro ornamenti, dalla partenza dal monte Horeb in poi.
(33:7) E Moscè prese la tenda, e la
piantò per sé fuori del campo, a una certa distanza dal campo, e la
chiamò la tenda di convegno; e chiunque cercava
, usciva verso
la tenda di convegno, ch'era fuori del campo.
(33:8) Quando Moscè usciva per recarsi alla tenda, tutto il popolo si alzava, e ognuno se ne stava ritto all'ingresso della propria tenda, e seguiva con lo sguardo Moscè, finch'egli fosse entrato nella tenda.
(33:9) E come Moscè era entrato
nella tenda, la colonna di nuvola scendeva, si fermava all'ingresso
della tenda, e
parlava con Moscè.
(33:10) Tutto il popolo vedeva la colonna di nuvola ferma all'ingresso della tenda; e tutto il popolo si alzava, e ciascuno si prostrava all'ingresso della propria tenda.
(33:11) Or
parlava con Moscè
faccia a faccia, come un uomo parla col proprio amico; poi Moscè
tornava al campo; ma Iahushúa, figliuolo di Nun, suo giovane
ministro, non si dipartiva dalla tenda.
(33:12) E Moscè disse a
:
'Vedi, tu mi dici: Fa' salire questo popolo! e non mi fai conoscere
chi manderai meco. Eppure hai detto: Io ti conosco personalmente ed
anche hai trovato grazia agli occhi miei.
(33:13) Or dunque, se ho trovato grazia agli occhi tuoi, deh, fammi conoscere le tue vie, ond'io ti conosca e possa trovar grazia agli occhi tuoi. E considera che questa nazione è popolo tuo'.
(33:14) E
rispose: 'La mia
presenza andrà teco, e io ti darò riposo'.
(33:15) E Moscè gli disse: 'Se la tua presenza non vien meco, non ci far partire di qui.
(33:16) Poiché, come si farà ora a conoscere che io e il tuo popolo abbiam trovato grazia agli occhi tuoi? Non sarà egli dal fatto che tu vieni con noi? Questo distinguerà me e il tuo popolo da tutti i popoli che sono sulla faccia della terra'.
(33:17) E
disse a Moscè: 'Farò
anche questo che tu chiedi, poiché tu hai trovato grazia agli occhi
miei, e ti conosco personalmente'.
(33:18) Moscè disse: 'Deh, fammi vedere la tua gloria!'
(33:19) E
gli rispose: 'Io
farò passare davanti a te tutta la mia bontà, e proclamerò il nome
de
davanti a te; e farò grazia a chi vorrò far grazia, e avrò
pietà di chi vorrò aver pietà'.
(33:20) Disse ancora: 'Tu non puoi veder la mia faccia, perché l'uomo non mi può vedere e vivere'.
(33:21) E
disse: 'Ecco qui un
luogo presso a me; tu starai su quel masso;
(33:22) e mentre passerà la mia gloria, io ti metterò in una buca del masso, e ti coprirò con la mia mano, finché io sia passato;
(33:23) poi ritirerò la mano, e mi vedrai per di dietro; ma la mia faccia non si può vedere'.
(34:1)
disse a Moscè: 'Tagliati due tavole di pietra come le prime; e io
scriverò sulle tavole le parole che erano sulle prime che spezzasti.
(34:2) E sii pronto domattina, e sali al mattino sul monte Sinai, e presentati quivi a me in vetta al monte.
(34:3) Nessuno salga con te, e non si vegga alcuno per tutto il monte; e greggi ed armenti non pascolino nei pressi di questo monte'.
(34:4) Moscè dunque tagliò due
tavole di pietra, come le prime; si alzò la mattina di buon'ora, e
salì sul monte Sinai come
gli avea comandato, e prese in mano
le due tavole di pietra.
(34:5) E
discese nella nuvola,
si fermò quivi con lui e proclamò il nome de
.
(34:6) E
passò davanti a lui,
e gridò: '
!
! l'Elohim misericordioso e pietoso, lento
all'ira, ricco in benignità e fedeltà,
(34:7) che conserva la sua benignità fino alla millesima generazione, che perdona l'iniquità, la trasgressione e il peccato ma non terrà il colpevole per innocente, e che punisce l'iniquità dei padri sopra i figliuoli e sopra i figliuoli de' figliuoli, fino alla terza e alla quarta generazione!'
(34:8) E Moscè subito s'inchinò fino a terra, e adorò.
(34:9) Poi disse: 'Deh, Signore, se ho trovato grazia agli occhi tuoi, venga il Signore in mezzo a noi, perché questo è un popolo di collo duro; perdona la nostra iniquità e il nostro peccato, e prendici come tuo possesso'.
(34:10) E
rispose: 'Ecco, io
faccio un patto: farò dinanzi a tutto il tuo popolo maraviglie,
quali non si son mai fatte su tutta la terra né in alcuna nazione; e
tutto il popolo in mezzo al quale ti trovi vedrà l'opera de
,
perché tremendo è quello ch'io sono per fare per mezzo di te.
(34:11) Osserva quello che oggi ti comando: Ecco, io caccerò dinanzi a te gli Amorím, i Cananím, gli Hittím, i Ferezím, gli Hivvei e i Gebusím.
(34:12) Guardati dal far lega con gli abitanti del paese nel quale stai per andare, onde non abbiano a diventare, in mezzo a te, un laccio;
(34:13) ma demolite i loro altari, frantumate le loro colonne, abbattete i loro idoli;
(34:14) poiché tu non adorerai
altro dio, perché
, che si chiama 'il Geloso', è un Elohim
geloso.
(34:15) Guardati dal far lega con gli abitanti del paese, affinché, quando quelli si prostituiranno ai loro dèi e offriranno sacrifizi ai loro dèi, non avvenga ch'essi t'invitino, e tu mangi dei loro sacrifizi,
(34:16) e prenda delle loro figliuole per i tuoi figliuoli, e le loro figliuole si prostituiscano ai loro dèi, e inducano i tuoi figliuoli a prostituirsi ai loro dèi.
(34:17) Non ti farai dèi di getto.
(34:18) Osserverai la festa degli azzimi. Sette giorni, al tempo fissato del mese di Abib, mangerai pane senza lievito, come t'ho ordinato; poiché nel mese di Abib tu sei uscito dal Mitzráim.
(34:19) Ogni primogenito è mio; e mio è ogni primo parto maschio di tutto il tuo bestiame: del bestiame grosso e minuto.
(34:20) Ma riscatterai con un agnello il primo nato dell'asino; e, se non lo vorrai riscattare, gli fiaccherai il collo. Riscatterai ogni primogenito de' tuoi figliuoli. E nessuno comparirà davanti a me a mani vuote.
(34:21) Lavorerai sei giorni; ma il settimo giorno ti riposerai: ti riposerai anche al tempo dell'aratura e della mietitura.
(34:22) Celebrerai la festa delle settimane: cioè delle primizie della mietitura del frumento, e la festa della raccolta alla fine dell'anno.
(34:23) Tre volte all'anno
comparirà ogni vostro maschio nel cospetto del Signore, de
,
ch'è l'Elohim d'Israel.
(34:24) Poiché io caccerò dinanzi a
te delle nazioni, e allargherò i tuoi confini; né alcuno agognerà il
tuo paese, quando salirai, tre volte all'anno, per comparire nel
cospetto de
, ch'è l'Elohim tuo.
(34:25) Non offrirai con pane lievitato il sangue della vittima immolata a me; e il sacrifizio della festa di Pasqua non sarà serbato fino al mattino.
(34:26) Porterai alla casa de
Elohim tuo le primizie de' primi frutti della tua terra. Non
cuocerai il capretto nel latte di sua madre'.
(34:27) Poi
disse a Moscè:
'Scrivi queste parole; perché sul fondamento di queste parole io ho
contratto alleanza con te e con Israel'.
(34:28) E Moscè rimase quivi con
quaranta giorni e quaranta notti; non mangiò pane e non bevve
acqua. E
scrisse sulle tavole le parole del patto, le dieci
parole.
(34:29) Or Moscè, quando scese dal
monte Sinai - scendendo dal monte Moscè aveva in mano le due tavole
della testimonianza - non sapeva che la pelle del suo viso era
diventata tutta raggiante mentr'egli parlava con
;
(34:30) e quando Aharón e tutti i figliuoli d'Israel videro Moscè, ecco che la pelle del suo viso era tutta raggiante, ed essi temettero d'accostarsi a lui.
(34:31) Ma Moscè li chiamò, ed Aharón e tutti i capi della raunanza tornarono a lui, e Moscè parlò loro.
(34:32) Dopo questo, tutti i
figliuoli d'Israel si accostarono, ed egli ordinò loro tutto quello
che
gli avea detto sul monte Sinai.
(34:33) E quando Moscè ebbe finito di parlar con loro, si mise un velo sulla faccia.
(34:34) Ma quando Moscè entrava al
cospetto de
per parlare con lui, si toglieva il velo, finché
non tornasse fuori; tornava fuori, e diceva ai figliuoli d'Israel
quello che gli era stato comandato.
(34:35) I figliuoli d'Israel,
guardando la faccia di Moscè, ne vedeano la pelle tutta raggiante; e
Moscè si rimetteva il velo sulla faccia, finché non entrasse a
parlare con
.
(35:1) Moscè
convocò tutta la raunanza de' figliuoli d'Israel, e disse loro:
'Queste son le cose che
ha ordinato di fare.
(35:2) Sei giorni si dovrà
lavorare, ma il settimo giorno sarà per voi un giorno qadósh, un
Shabáth di solenne riposo, consacrato a
. Chiunque farà qualche
lavoro in esso sarà messo a morte.
(35:3) Non accenderete fuoco in alcuna delle vostre abitazioni il giorno del Shabáth'.
(35:4) Poi Moscè parlò a tutta la
raunanza de' figliuoli d'Israel, e disse: 'Questo è quello che
ha ordinato:
(35:5) Prelevate da quello che
avete, un'offerta a
; chiunque è di cuor volenteroso recherà
un'offerta a
: oro, argento, rame;
(35:6) stoffe di color violaceo, porporino, scarlatto, lino fino, pel di capra,
(35:7) pelli di montone tinte in rosso, pelli di delfino, legno d'acacia,
(35:8) olio per il candelabro, aromi per l'olio dell'unzione e per il profumo fragrante,
(35:9) pietre d'ònice, pietre da incastonare per l'efod e per il pettorale.
(35:10) Chiunque tra voi ha
dell'abilità venga ed eseguisca tutto quello che
ha ordinato:
(35:11) il tabernacolo, la sua tenda e la sua coperta, i suoi fermagli, le sue assi, le sue traverse, le sue colonne e le sue basi,
(35:12) l'arca, le sue stanghe, il propiziatorio e il velo da stender davanti all'arca, la tavola e le sue stanghe,
(35:13) tutti i suoi utensili, e il pane della presentazione;
(35:14) il candelabro per la luce e i suoi utensili, le sue lampade e l'olio per il candelabro;
(35:15) l'altare dei profumi e le sue stanghe, l'olio dell'unzione e il profumo fragrante, la portiera dell'ingresso per l'entrata del tabernacolo,
(35:16) l'altare degli olocausti con la sua gratella di rame, le sue stanghe e tutti i suoi utensili, la conca e la sua base,
(35:17) le cortine del cortile, le sue colonne e le loro basi e la portiera all'ingresso del cortile;
(35:18) i piuoli del tabernacolo e i piuoli del cortile e le loro funi;
(35:19) i paramenti per le cerimonie per fare il servizio nel luogo qódesh, i paramenti sacri per il sacerdote Aharón, e i paramenti dei suoi figliuoli per esercitare il sacerdozio'.
(35:20) Allora tutta la raunanza dei figliuoli d'Israel si partì dalla presenza di Moscè.
(35:21) E tutti quelli che il loro
cuore spingeva e tutti quelli che il loro spirito rendea
volenterosi, vennero a portare l'offerta a
per l'opera della
tenda di convegno, per tutto il suo servizio e per i paramenti
sacri.
(35:22) Vennero uomini e donne;
quanti erano di cuor volenteroso portarono fermagli, orecchini,
anelli da sigillare e braccialetti, ogni sorta di gioielli d'oro;
ognuno portò qualche offerta d'oro a
.
(35:23) E chiunque aveva delle stoffe tinte in violaceo, porporino, scarlatto, o lino fino, o pel di capra, o pelli di montone tinte in rosso, o pelli di delfino, portava ogni cosa.
(35:24) Chiunque prelevò un'offerta
d'argento e di rame, portò l'offerta consacrata a
; e chiunque
aveva del legno d'acacia per qualunque lavoro destinato al servizio,
lo portò.
(35:25) E tutte le donne abili filarono con le proprie mani e portarono i loro filati in color violaceo, porporino, scarlatto, e del lino fino.
(35:26) E tutte le donne che il cuore spinse ad usare la loro abilità, filarono del pel di capra.
(35:27) E i capi del popolo portarono pietre d'ònice e pietre da incastonare per l'efod e per il pettorale,
(35:28) aromi e olio per il candelabro, per l'olio dell'unzione e per il profumo fragrante.
(35:29) Tutti i figliuoli d'Israel,
uomini e donne, che il cuore mosse a portare volenterosamente il
necessario per tutta l'opera che
aveva ordinata per mezzo di
Moscè, recarono a
delle offerte volontarie.
(35:30) Moscè disse ai figliuoli
d'Israel: 'Vedete,
ha chiamato per nome Betsaleel figliuolo di
Uri, figliuolo di Hur, della tribù di Iehudah;
(35:31) e lo ha riempito dello spirito di Elohim, di abilità, d'intelligenza e di sapere per ogni sorta di lavori,
(35:32) per concepire opere d'arte, per lavorar l'oro, l'argento e il rame,
(35:33) per incidere pietre da incastonare, per scolpire il legno, per eseguire ogni sorta di lavori d'arte.
(35:34) E gli ha comunicato il dono d'insegnare: a lui ed a Oholiab, figliuolo di Ahisamac, della tribù di Dan.
(35:35) Li ha ripieni d'intelligenza per eseguire ogni sorta di lavori d'artigiano e di disegnatore, di ricamatore e di tessitore in colori svariati: violaceo, porporino, scarlatto, e di lino fino, per eseguire qualunque lavoro e per concepire lavori d'arte.
(36:1) E
Betsaleel e Oholiab e tutti gli uomini abili, nei quali
ha
messo sapienza e intelligenza per saper eseguire tutti i lavori per
il servizio del santuario, faranno ogni cosa secondo che
ha
ordinato'.
(36:2) Moscè chiamò dunque
Betsaleel e Oholiab e tutti gli uomini abili nei quali
avea
messo intelligenza, tutti quelli che il cuore moveva ad applicarsi
al lavoro per eseguirlo;
(36:3) ed essi presero in presenza di Moscè tutte le offerte recate dai figliuoli d'Israel per i lavori destinati al servizio del santuario, affin di eseguirli. Ma ogni mattina i figliuoli d'Israel continuavano a portare a Moscè delle offerte volontarie.
(36:4) Allora tutti gli uomini abili ch'erano occupati a tutti i lavori del santuario, lasciato ognuno il lavoro che faceva, vennero a dire a Moscè:
(36:5) 'Il popolo porta molto più
di quel che bisogna per eseguire i lavori che
ha comandato di
fare'.
(36:6) Allora Moscè dette quest'ordine, che fu bandito per il campo: 'Né uomo né donna faccia più alcun lavoro come offerta per il santuario'. Così s'impedì che il popolo portasse altro.
(36:7) Poiché la roba già pronta bastava a fare tutto il lavoro, e ve n'era d'avanzo.
(36:8) Tutti gli uomini abili, fra quelli che eseguivano il lavoro, fecero dunque il tabernacolo di dieci teli, di lino fino ritorto, e di filo color violaceo, porporino e scarlatto, con dei Cherubim artisticamente lavorati.
(36:9) La lunghezza d'un telo era di ventotto cubiti; e la larghezza, di quattro cubiti; tutti i teli erano d'una stessa misura.
(36:10) Cinque teli furono uniti assieme, e gli altri cinque furon pure uniti assieme.
(36:11) Si fecero de' nastri di color violaceo all'orlo del telo ch'era all'estremità della prima serie di teli; e lo stesso si fece all'orlo del telo ch'era all'estremità della seconda serie.
(36:12) Si misero cinquanta nastri al primo telo, e parimente cinquanta nastri all'orlo del telo ch'era all'estremità della seconda serie: i nastri si corrispondevano l'uno all'altro.
(36:13) Si fecero pure cinquanta fermagli d'oro, e si unirono i teli l'uno all'altro mediante i fermagli; e così il tabernacolo formò un tutto.
(36:14) Si fecero inoltre dei teli di pel di capra, per servir da tenda per coprire il tabernacolo: di questi teli se ne fecero undici.
(36:15) La lunghezza d'ogni telo era di trenta cubiti; e la larghezza, di quattro cubiti; gli undici teli aveano la stessa misura.
(36:16) E si unirono insieme, da una parte, cinque teli, e si uniron insieme, dall'altra parte, gli altri sei.
(36:17) E si misero cinquanta nastri all'orlo del telo ch'era all'estremità della prima serie di teli, e cinquanta nastri all'orlo del telo ch'era all'estremità della seconda serie.
(36:18) E si fecero cinquanta fermagli di rame per unire assieme la tenda, in modo che formasse un tutto.
(36:19) Si fece pure per la tenda una coperta di pelli di montone tinte di rosso, e, sopra questa, un'altra di pelli di delfino.
(36:20) Poi si fecero per il tabernacolo le assi di legno d'acacia, messe per ritto.
(36:21) La lunghezza d'un'asse era di dieci cubiti, e la larghezza d'un'asse, di un cubito e mezzo.
(36:22) Ogni asse aveva due incastri paralleli; così fu fatto per tutte le assi del tabernacolo.
(36:23) Si fecero dunque le assi per il tabernacolo: venti assi dal lato meridionale, verso il sud;
(36:24) e si fecero quaranta basi d'argento sotto le venti assi: due basi sotto ciascun'asse per i suoi due incastri.
(36:25) E per il secondo lato del tabernacolo, il lato di nord,
(36:26) si fecero venti assi, con le loro quaranta basi d'argento: due basi sotto ciascun'asse.
(36:27) E per la parte posteriore del tabernacolo, verso occidente, si fecero sei assi.
(36:28) Si fecero pure due assi per gli angoli del tabernacolo, dalla parte posteriore.
(36:29) E queste erano doppie dal basso in su, e al tempo stesso formavano un tutto fino in cima, fino al primo anello. Così fu fatto per ambedue le assi, ch'erano ai due angoli.
(36:30) V'erano dunque otto assi, con le loro basi d'argento: sedici basi: due basi sotto ciascun'asse.
(36:31) E si fecero delle traverse di legno d'acacia: cinque, per le assi di un lato del tabernacolo;
(36:32) cinque traverse per le assi dell'altro lato del tabernacolo, e cinque traverse per le assi della parte posteriore del tabernacolo, a occidente.
(36:33) E si fece la traversa di mezzo, in mezzo alle assi, per farla passare da una parte all'altra.
(36:34) E le assi furon rivestite d'oro, e furon fatti d'oro i loro anelli per i quali dovean passare le traverse, e le traverse furon rivestite d'oro.
(36:35) Fu fatto pure il velo, di filo violaceo, porporino, scarlatto, e di lino fino ritorto con de' Cherubim artisticamente lavorati;
(36:36) e si fecero per esso quattro colonne di acacia e si rivestirono d'oro; i loro chiodi erano d'oro; e per le colonne si fusero quattro basi d'argento.
(36:37) Si fece anche per l'ingresso della tenda una portiera, di filo violaceo, porporino, scarlatto, e di lino fino ritorto, in lavoro di ricamo.
(36:38) E si fecero le sue cinque colonne coi loro chiodi; si rivestiron d'oro i loro capitelli e le loro aste; e le loro cinque basi eran di rame.
(37:1) Poi Betsaleel fece l'arca di legno d'acacia; la sua lunghezza era di due cubiti e mezzo, la sua larghezza di un cubito e mezzo, e la sua altezza di un cubito e mezzo.
(37:2) E la rivestì d'oro puro di dentro e di fuori, e le fece una ghirlanda d'oro che le girava attorno.
(37:3) E fuse per essa quattro anelli d'oro, che mise ai suoi quattro piedi: due anelli da un lato e due anelli dall'altro lato.
(37:4) Fece anche delle stanghe di legno d'acacia, e le rivestì d'oro.
(37:5) E fece passare le stanghe per gli anelli ai lati dell'arca per portar l'arca.
(37:6) Fece anche un propiziatorio d'oro puro; la sua lunghezza era di due cubiti e mezzo, e la sua larghezza di un cubito e mezzo.
(37:7) E fece due Cherubim d'oro; li fece lavorati al martello, alle due estremità del propiziatorio:
(37:8) un cherubino a una delle estremità, e un cherubino all'altra; fece che questi Cherubim uscissero dal propiziatorio alle due estremità.
(37:9) E i Cherubim aveano le ali spiegate in alto, in modo da coprire il propiziatorio con le ali; aveano la faccia vòlta l'uno verso l'altro; le facce dei Cherubim erano volte verso il propiziatorio.
(37:10) Fece anche la tavola di legno d'acacia; la sua lunghezza era di due cubiti, la sua larghezza di un cubito, e la sua altezza di un cubito e mezzo.
(37:11) La rivestì d'oro puro e le fece una ghirlanda d'oro che le girava attorno.
(37:12) E le fece attorno una cornice alta quattro dita; e a questa cornice fece tutt'intorno una ghirlanda d'oro.
(37:13) E fuse per essa quattro anelli d'oro; e mise gli anelli ai quattro canti, ai quattro piedi della tavola.
(37:14) Gli anelli erano vicinissimi alla cornice per farvi passare le stanghe destinate a portar la tavola.
(37:15) E fece le stanghe di legno d'acacia, e le rivestì d'oro; esse dovean servire a portar la tavola.
(37:16) Fece anche, d'oro puro, gli utensili da mettere sulla tavola: i suoi piatti, le sue coppe, le sue tazze e i suoi calici da servire per le libazioni.
(37:17) Fece anche il candelabro d'oro puro; fece il candelabro lavorato al martello, col suo piede e il suo tronco; i suoi calici, i suoi pomi e i suoi fiori erano tutti d'un pezzo col candelabro.
(37:18) Gli uscivano sei bracci dai lati: tre bracci del candelabro da un lato e tre bracci del candelabro dall'altro;
(37:19) sull'uno de' bracci erano tre calici in forma di mandorla, con un pomo e un fiore; e sull'altro braccio, tre calici in forma di mandorla, con un pomo e un fiore. Lo stesso per i sei bracci uscenti dal candelabro.
(37:20) E nel tronco del candelabro v'erano quattro calici in forma di mandorla, coi loro pomi e i loro fiori.
(37:21) E c'era un pomo sotto i due primi bracci che partivano dal candelabro; un pomo sotto i due seguenti bracci che partivano dal candelabro, e un pomo sotto i due ultimi bracci che partivano dal candelabro; così per i sei rami uscenti dal candelabro.
(37:22) Questi pomi e questi bracci erano tutti d'un pezzo col candelabro; il tutto era d'oro puro lavorato al martello.
(37:23) Fece pure le sue lampade, in numero di sette, i suoi smoccolatoi e i suoi porta smoccolature, d'oro puro.
(37:24) Per fare il candelabro con tutti i suoi utensili impiegò un talento d'oro puro.
(37:25) Poi fece l'altare dei profumi, di legno d'acacia; la sua lunghezza era di un cubito; e la sua larghezza di un cubito; era quadro, e aveva un'altezza di due cubiti; i suoi corni erano tutti d'un pezzo con esso.
(37:26) E lo rivestì d'oro puro: il disopra, i suoi lati tutt'intorno, i suoi corni; e gli fece una ghirlanda d'oro che gli girava attorno.
(37:27) Gli fece pure due anelli d'oro, sotto la ghirlanda, ai suoi due lati; li mise ai suoi due lati per passarvi le stanghe che servivano a portarlo.
(37:28) E fece le stanghe di legno d'acacia, e le rivestì d'oro.
(37:29) Poi fece l'olio qadósh per l'unzione e il profumo fragrante, puro, secondo l'arte del profumiere.
(38:1) Poi fece l'altare degli olocausti, di legno d'acacia; la sua lunghezza era di cinque cubiti; e la sua larghezza di cinque cubiti; era quadro, e avea un'altezza di tre cubiti.
(38:2) E ai quattro angoli gli fece dei corni, che spuntavano da esso, e lo rivestì di rame.
(38:3) Fece pure tutti gli utensili dell'altare: i vasi per le ceneri, le palette, i bacini, i forchettoni, i bracieri; tutti i suoi utensili fece di rame.
(38:4) E fece per l'altare una gratella di rame in forma di rete, sotto la cornice nella parte inferiore; in modo che la rete raggiungeva la metà dell'altezza dell'altare.
(38:5) E fuse quattro anelli per i quattro angoli della gratella di rame, per farvi passare le stanghe.
(38:6) Poi fece le stanghe di legno d'acacia, e lo rivestì di rame.
(38:7) E fece passare le stanghe per gli anelli, ai lati dell'altare, le quali dovean servire a portarlo; e lo fece di tavole, vuoto.
(38:8) Poi fece la conca di rame, e la sua base di rame, servendosi degli specchi delle donne che venivano a gruppi a fare il servizio all'ingresso della tenda di convegno.
(38:9) Poi fece il cortile; dal lato meridionale, c'erano, per formare il cortile, cento cubiti di cortine di lino fino ritorto,
(38:10) con le loro venti colonne e le loro venti basi di rame; i chiodi e le aste delle colonne erano d'argento.
(38:11) Dal lato di settentrione, c'erano cento cubiti di cortine con le loro venti colonne e le loro venti basi di rame; i chiodi e le aste delle colonne erano d'argento.
(38:12) Dal lato d'occidente, c'erano cinquanta cubiti di cortine con le loro dieci colonne e le loro dieci basi; i chiodi e le aste delle colonne erano d'argento.
(38:13) E sul davanti, dal lato orientale, c'erano cinquanta cubiti:
(38:14) da uno dei lati dell'ingresso c'erano quindici cubiti di cortine, con tre colonne e le loro tre basi;
(38:15) e dall'altro lato (tanto di qua quanto di là dall'ingresso del cortile) c'erano quindici cubiti di cortine, con le loro tre colonne e le loro tre basi.
(38:16) Tutte le cortine formanti il recinto del cortile erano di lino fino ritorto;
(38:17) e le basi per le colonne eran di rame; i chiodi e le aste delle colonne erano d'argento, e i capitelli delle colonne eran rivestiti d'argento, e tutte le colonne del cortile eran congiunte con delle aste d'argento.
(38:18) La portiera per l'ingresso del cortile era in lavoro di ricamo, di filo violaceo, porporino, scarlatto, e di lino fino ritorto; aveva una lunghezza di venti cubiti, un'altezza di cinque cubiti, corrispondente alla larghezza delle cortine del cortile.
(38:19) Le colonne erano quattro, e quattro le loro basi, di rame; i loro chiodi eran d'argento, e i loro capitelli e le loro aste eran rivestiti d'argento.
(38:20) Tutti i piuoli del tabernacolo e del recinto del cortile erano di rame.
(38:21) Questi sono i conti del tabernacolo, del tabernacolo della testimonianza, che furon fatti per ordine di Moscè, per cura dei Levím, sotto la direzione d'Ithamar, figliuolo del sacerdote Aharón.
(38:22) Betsaleel, figliuolo d'Uri,
figliuolo di Hur della tribù di Iehudah, fece tutto quello che
aveva ordinato a Moscè,
(38:23) avendo con sé Oholiab, figliuolo di Ahisamac, della tribù di Dan, scultore, disegnatore, e ricamatore di stoffe violacee, porporine, scarlatte e di lino fino.
(38:24) Tutto l'oro che fu impiegato nell'opera per tutti i lavori del santuario, oro delle offerte, fu ventinove talenti e settecentotrenta sicli, secondo il siclo del santuario.
(38:25) E l'argento di quelli della raunanza de' quali si fece il censimento, fu cento talenti e millesettecentosettantacinque sicli, secondo il siclo del santuario:
(38:26) un beka a testa, vale a dire un mezzo siclo, secondo il siclo del santuario, per ogni uomo compreso nel censimento, dall'età di venti anni in su: cioè, per seicentotremilacinquecentocinquanta uomini.
(38:27) I cento talenti d'argento servirono a fondere le basi del santuario e le basi del velo: cento basi per i cento talenti, un talento per base.
(38:28) E coi millesettecentosettantacinque sicli si fecero dei chiodi per le colonne, si rivestirono i capitelli, e si fecero le aste delle colonne.
(38:29) Il rame delle offerte ammontava a settanta talenti e a duemilaquattrocento sicli.
(38:30) E con questi si fecero le basi dell'ingresso della tenda di convegno, l'altare di rame con la sua gratella di rame, e tutti gli utensili dell'altare,
(38:31) le basi del cortile tutt'all'intorno, le basi dell'ingresso del cortile, tutti i piuoli del tabernacolo e tutti i piuoli del recinto del cortile.
(39:1) Poi,
con le stoffe tinte in violaceo, porporino e scarlatto, fecero de'
paramenti cerimoniali ben lavorati per le funzioni nel santuario, e
fecero i paramenti sacri per Aharón, come
aveva ordinato a
Moscè.
(39:2) Si fece l'efod, d'oro, di filo violaceo, porporino, scarlatto, e di lino fino ritorto.
(39:3) E batteron l'oro in lamine e lo tagliarono in fili, per intesserlo nella stoffa violacea, porporina, scarlatta, e nel lino fino, e farne un lavoro artistico.
(39:4) Gli fecero delle spallette, unite assieme; in guisa che l'efod era tenuto assieme mediante le sue due estremità.
(39:5) E la cintura artistica che
era sull'efod per fissarlo, era tutta d'un pezzo con l'efod, e del
medesimo lavoro d'esso: cioè, d'oro, di filo violaceo, porporino,
scarlatto, e di lino fino ritorto, come
aveva ordinato a Moscè.
(39:6) Poi lavorarono le pietre d'ònice, incastrate in castoni d'oro, sulle quali incisero i nomi dei figliuoli d'Israel, come s'incidono i sigilli.
(39:7) E le misero sulle spallette
dell'efod, come pietre di ricordanza per i figliuoli d'Israel, nel
modo che
aveva ordinato a Moscè.
(39:8) Poi si fece il pettorale, artisticamente lavorato come il lavoro dell'efod: d'oro, di filo violaceo, porporino, scarlatto, e di lino fino ritorto.
(39:9) Il pettorale era quadrato; e lo fecero doppio; aveva la lunghezza d'una spanna e una spanna di larghezza; era doppio.
(39:10) E v'incastonarono quattro ordini di pietre; nel primo ordine v'era un sardonio, un topazio e uno smeraldo;
(39:11) nel secondo ordine, un rubino, uno zaffiro, un calcedonio;
(39:12) nel terzo ordine, un'opale, un'agata, un'ametista;
(39:13) nel quarto ordine, un grisolito, un'ònice e un diaspro. Queste pietre erano incastrate nei loro castoni d'oro.
(39:14) E le pietre corrispondevano ai nomi dei figliuoli d'Israel, ed erano dodici, secondo i loro nomi; erano incise come de' sigilli, ciascuna col nome d'una delle dodici tribù.
(39:15) Fecero pure sul pettorale delle catenelle d'oro puro, intrecciate a mo' di cordoni.
(39:16) E fecero due castoni d'oro e due anelli d'oro, e misero i due anelli alle due estremità del pettorale.
(39:17) E fissarono i due cordoni d'oro ai due anelli alle estremità del pettorale;
(39:18) e attaccarono gli altri due capi dei due cordoni d'oro ai due castoni, e li misero sulle due spallette dell'efod, sul davanti.
(39:19) Fecero anche due anelli d'oro e li misero alle altre due estremità del pettorale, sull'orlo interiore vòlto verso l'efod.
(39:20) E fecero due altri anelli d'oro, e li misero alle due spallette dell'efod, in basso, sul davanti, vicino al punto dove avveniva la giuntura, al disopra della cintura artistica dell'efod.
(39:21) E attaccarono il pettorale
mediante i suoi anelli agli anelli dell'efod con un cordone
violaceo, affinché il pettorale fosse al disopra della banda
artisticamente lavorata dell'efod, e non si potesse staccare
dall'efod; come
aveva ordinato a Moscè.
(39:22) Si fece pure il manto dell'efod, di lavoro tessuto tutto di color violaceo,
(39:23) e l'apertura, in mezzo al manto, per passarvi il capo: apertura, come quella d'una corazza, con all'intorno un'orlatura tessuta, perché non si strappasse.
(39:24) E all'orlo inferiore del manto fecero delle melagrane di color violaceo, porporino e scarlatto, di filo ritorto.
(39:25) E fecero de' sonagli d'oro puro; e posero i sonagli in mezzo alle melagrane all'orlo inferiore del manto, tutt'all'intorno, fra le melagrane:
(39:26) un sonaglio e una
melagrana, un sonaglio e una melagrana, sull'orlatura del manto,
tutt'all'intorno, per fare il servizio, come
aveva ordinato a
Moscè.
(39:27) Si fecero pure le tuniche di lino fino, di lavoro tessuto, per Aharón e per i suoi figliuoli,
(39:28) e la mitra di lino fino e le tiare di lino fino da servir come ornamento e le brache di lino fino ritorto,
(39:29) e la cintura di lino fino
ritorto, di color violaceo, porporino, scarlatto, in lavoro di
ricamo, come
aveva ordinato a Moscè.
(39:30) E fecero d'oro puro la
lamina del sacro diadema, e v'incisero, come s'incide sopra un
sigillo: SANTO A
.
(39:31) E v'attaccarono un nastro
violaceo per fermarla sulla mitra, in alto, come
aveva ordinato
a Moscè.
(39:32) Così fu finito tutto il
lavoro del tabernacolo e della tenda di convegno. I figliuoli
d'Israel fecero interamente come
aveva ordinato a Moscè; fecero
a quel modo.
(39:33) Poi portarono a Moscè il tabernacolo, la tenda e tutti i suoi utensili, i suoi fermagli, le sue tavole, le sue traverse, le sue colonne, le sue basi;
(39:34) la coperta di pelli di montone tinte in rosso, la coperta di pelli di delfino, e il velo di separazione;
(39:35) l'arca della testimonianza con le sue stanghe, e il propiziatorio;
(39:36) la tavola con tutti i suoi utensili e il pane della presentazione;
(39:37) il candelabro d'oro puro con le sue lampade, le lampade disposte in ordine, tutti i suoi utensili, e l'olio per il candelabro;
(39:38) l'altare d'oro, l'olio dell'unzione, il profumo fragrante, e la portiera per l'ingresso della tenda;
(39:39) l'altare di rame, la sua gratella di rame, le sue stanghe e tutti i suoi utensili, la conca con la sua base;
(39:40) le cortine del cortile, le sue colonne con le sue basi, la portiera per l'ingresso del cortile, i cordami del cortile, i suoi piuoli e tutti gli utensili per il servizio del tabernacolo, per la tenda di convegno;
(39:41) i paramenti cerimoniali per le funzioni nel santuario, i paramenti sacri per il sacerdote Aharón e i paramenti de' suoi figliuoli per esercitare il sacerdozio.
(39:42) I figliuoli d'Israel
eseguirono tutto il lavoro, secondo che
aveva ordinato a Moscè.
(39:43) E Moscè vide tutto il
lavoro; ed ecco, essi l'avevano eseguito come
aveva ordinato;
l'avevano eseguito a quel modo. E Moscè li benedisse.
(40:1)
parlò a Moscè, dicendo:
(40:2) 'Il primo giorno del primo mese erigerai il tabernacolo, la tenda di convegno.
(40:3) Vi porrai l'arca della testimonianza, e stenderai il velo dinanzi all'arca.
(40:4) Vi porterai dentro la tavola, e disporrai in ordine le cose che vi son sopra; vi porterai pure il candelabro e accenderai le sue lampade.
(40:5) Porrai l'altare d'oro per i profumi davanti all'arca della testimonianza e metterai la portiera all'ingresso del tabernacolo.
(40:6) Porrai l'altare degli olocausti davanti all'ingresso del tabernacolo, della tenda di convegno.
(40:7) Metterai la conca fra la tenda di convegno e l'altare, e vi metterai dentro dell'acqua.
(40:8) Stabilirai il cortile tutt'intorno, e attaccherai la portiera all'ingresso del cortile.
(40:9) Poi prenderai l'olio dell'unzione e ungerai il tabernacolo e tutto ciò che v'è dentro, lo consacrerai con tutti i suoi utensili, e sarà qadósh.
(40:10) Ungerai pure l'altare degli olocausti e tutti i suoi utensili, consacrerai l'altare, e l'altare sarà qódesh haqadashím.
(40:11) Ungerai anche la conca con la sua base, e la consacrerai.
(40:12) Poi farai accostare Aharón e i suoi figliuoli all'ingresso della tenda di convegno, e li laverai con acqua.
(40:13) Rivestirai Aharón de' paramenti sacri, e lo ungerai e lo consacrerai, perché mi eserciti l'ufficio di sacerdote.
(40:14) Farai pure accostare i suoi figliuoli, li rivestirai di tuniche,
(40:15) e li ungerai come avrai unto il loro padre, perché mi esercitino l'ufficio di sacerdoti; e la loro unzione conferirà loro un sacerdozio perpetuo, di generazione in generazione'.
(40:16) E Moscè fece così: fece
interamente come
gli aveva ordinato.
(40:17) E il primo giorno del primo mese del secondo anno, il tabernacolo fu eretto.
(40:18) Moscè eresse il tabernacolo, ne pose le basi, ne collocò le assi, ne mise le traverse e ne rizzò le colonne.
(40:19) Stese la tenda sul
tabernacolo, e sopra la tenda pose la coperta d'essa, come
aveva ordinato a Moscè.
(40:20) Poi prese la testimonianza e la pose dentro l'arca, mise le stanghe all'arca, e collocò il propiziatorio sull'arca;
(40:21) portò l'arca nel
tabernacolo, sospese il velo di separazione e coprì con esso l'arca
della testimonianza, come
aveva ordinato a Moscè.
(40:22) Pose pure la tavola nella tenda di convegno, dal lato settentrionale del tabernacolo, fuori del velo.
(40:23) Vi dispose sopra in ordine
il pane, davanti a
, come
aveva ordinato a Moscè.
(40:24) Poi mise il candelabro nella tenda di convegno, dirimpetto alla tavola, dal lato meridionale del tabernacolo;
(40:25) e accese le lampade davanti
a
, come
aveva ordinato a Moscè.
(40:26) Poi mise l'altare d'oro nella tenda di convegno, davanti al velo,
(40:27) e vi bruciò su il profumo
fragrante, come
aveva ordinato a Moscè.
(40:28) Mise pure la portiera all'ingresso del tabernacolo.
(40:29) Poi collocò l'altare degli
olocausti all'ingresso del tabernacolo della tenda di convegno, e
v'offrì sopra l'olocausto e l'oblazione, come
aveva ordinato a
Moscè.
(40:30) E pose la conca fra la tenda di convegno e l'altare, e vi pose dentro dell'acqua per le abluzioni.
(40:31) E Moscè ed Aharón e i suoi figliuoli vi si lavarono le mani e i piedi;
(40:32) quando entravano nella
tenda di convegno e quando s'accostavano all'altare, si lavavano,
come
aveva ordinato a Moscè.
(40:33) Eresse pure il cortile attorno al tabernacolo e all'altare, e sospese la portiera all'ingresso del cortile. Così Moscè compié l'opera.
(40:34) Allora la nuvola coprì la
tenda di convegno, e la gloria de
riempì il tabernacolo.
(40:35) E Moscè non poté entrare
nella tenda di convegno perché la nuvola vi s'era posata sopra, e la
gloria de
riempiva il tabernacolo.
(40:36) Or durante tutti i loro viaggi, quando la nuvola s'alzava di sul tabernacolo, i figliuoli d'Israel partivano;
(40:37) ma se la nuvola non s'alzava, non partivano fino al giorno che s'alzasse.
(40:38) Poiché la nuvola de
stava sul tabernacolo durante il giorno; e di notte vi stava un
fuoco, a vista di tutta la casa d'Israel durante tutti i loro
viaggi.